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22 Feb

Migramah

Intrecciare i fili alla quotidianità. Intrecciare anche relazioni, conoscenze, bagagli culturali, amicizie. “Migramah” è molto di più di un progetto. E’ un percorso umano e sociale che da maggio a novembre ha permesso ad un gruppo di donne di trascorrere tante ore insieme, di conoscersi, di produrre una serie di arazzi in macramè, antica tecnica di ricamo, completamente manuale, i cui nodi diventano metafora di un intreccio culturale. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra “Rapsovive” – collettivo che nasce dall’intesa di tre artiste foggiane Wanda Giannini, Gaia Scervini e Marta Crucinio – e le beneficiarie accolte nei progetti sull’immigrazione gestiti dalla cooperativa sociale Medtraining.

Da questo incontro di arte relazionale è nato “Migramah”, l’esposizione finale di piccoli arazzi in macramè realizzati a più mani che sarà possibile visitare a Foggia da domani – con ingresso gratuito – presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Dogana, dal 20 al 31 dicembre 2022, dalle 17.30 alle 19.30 (testo critico Christian Caliandro, Fotografie di Maria Palmieri). «Trascorrere tante ore insieme ci ha permesso di arricchire il nostro bagaglio culturale ma anche quello personale, attraverso la condivisione di vicende, problematiche e sensazioni emersi naturalmente tra un gruppo di lavoro evolutosi in amicizia. Con la conoscenza abbiamo abbattuto le distanze e le differenze sono sparite» dicono dal collettivo “Rapsovive”. «Speriamo di estendere quest’esperienza ai visitatori di questa mostra invitandoli a continuare l’arazzo affinché ogni spettatore possa sentirsi libero di porsi in relazione con esso e continuarlo, divenendo parte integrante dell’esperienza comunitaria». Perché “Migramah” vuole Modificare Intrecci Genetici Rendendoli Arte Maneggiando Antichi Hobbies.

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