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16 Aug

La musica dei lager rivive attraverso il lavoro di un musicista pugliese

di Leonardo Fania

E’ una storia di speranza ma anche di insopportabile strazio quella che sto per raccontare. Mentre provo a comporla mi passano per la mente le immagini dei film, riflesso della realtà, e quelle inconfutabili dei documentari, segmenti di storie perdute nella cenere di un forno crematorio. E’ la storia di milioni di uomini e donne condannati ad una fine miserabile da un’ideologia altrettanto miserabile. Persone che attraverso la musica hanno cercato di alienare la sofferenza ingiusta a cui erano sottoposti.

La speranza, fioca luce nell’oscurità, è riposta nel pianista Francesco Lotoro, 52enne pianista e compositore di Barletta che, in oltre 20 anni di attività instancabile, è riuscito a recuperare migliaia di spartiti, facendo risuonare tante melodie che tra il 1933 e il 1945 i prigionieri composero nei lager nazisti come un insopprimibile inno alla vita.

Lotoro ha incontrato i superstiti e i loro discendenti, in una febbrile e continua ripartenza verso ogni possibile nuova traccia. Dopo ogni ritrovamento, e dopo la necessaria trascrizione e interpretazione, dovuta ai mezzi di fortuna su cui erano scritti i componimenti (carta igienica, alimentare, piccoli pezzi di carta), Lotoro ha fatto poi eseguire gli spartiti non solo per restituire la dignità alle vittime e combattere l’oblio, ma per dimostrare che nulla, nemmeno l’Olocausto, può spegnere la creatività e la vitalità dell’uomo.

Il valore del lavoro del musicista di Barletta è inestimabile: non solo perché gli autori sono di tantissime nazionalità (donne e uomini ebrei, rom, prigionieri politici, soldati e ufficiali francesi, russi, polacchi, olandesi, belgi, inglesi italiani, e perfino militari americani bianchi e neri) e di tutti i campi di concentramento (anche dei gulag siberiani) ma perché molte di queste melodie sono giunte fino ad oggi soltanto perché impresse e poi custodite per anni nella memoria dei sopravvissuti.

Per sostenere il lavoro di Lotoro, nel 2015 è nata Last Musik, una onlus registrata presso il governo italiano che ha, tra i progetti, la nascita di una cittadella della musica “concentrazionaria” a Barletta e nel 2022 la pubblicazione dell’Enciclopedia musicale curata dal compositore.

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