San Giovanni Rotondo ha reso omaggio a una figura che, più di tanti altri, ha saputo trasformare la musica in esperienza, memoria e identità collettiva. Presso il Plaza Café si sono celebrati i 50 anni di carriera di Raffaele Pio Francavilla, in arte Raffavoca: un traguardo che racconta non solo la storia di un DJ, ma quella di intere generazioni cresciute al ritmo dei suoi vinili.
Il viaggio musicale di Raffavoca inizia nei primi anni ’70, in un’epoca in cui la musica si cercava, si scopriva e si custodiva gelosamente. Milano, tra il 1971 e il 1975, rappresenta la sua palestra: riviste, radio internazionali e negozi iconici diventano vere e proprie “vitamine sonore”. È qui che nasce una passione autentica per la Black Music, affiancata dall’amore per il grande rock tra il ’68 e il ’78.
Nel 1975 arriva il primo passo concreto: l’inaugurazione di una delle prime discoteche dedicate alla Black Music nella sua città. Raffavoca è tutto: DJ, speaker, organizzatore. Sono anni pionieristici, fatti di ricerca instancabile di vinili rari e sperimentazioni innovative, come le prime “miscelazioni” tra artisti come Chic e Sugarhill Gang, quando in Italia il mixing era ancora agli albori.
L’anno successivo segna un’altra svolta: nasce Radio DBM, una delle prime esperienze radiofoniche locali dedicate a questo genere musicale. Raffavoca non è solo una voce, ma una mente creativa che costruisce palinsesti e connessioni musicali in un periodo in cui tutto era ancora da inventare.
Negli anni ’80 e ’90 la sua visione si amplia. Dal Caesar Videobar, tra i primi locali in Italia a integrare la musica con le immagini televisive, fino al leggendario Club Koxò, simbolo di un nuovo modo di vivere la notte. Qui si alternano artisti e realtà che hanno segnato la musica dance italiana, come Black Box e FPI Project, mentre le contaminazioni artistiche e le animazioni rendono ogni serata un’esperienza unica.
Il Koxò Etè, versione estiva del club, e successivamente il Cafè Motown nel 2005, confermano una costante: l’omaggio alla grande tradizione della musica black, reinterpretata con gusto e autenticità. Raffavoca non segue le mode, le anticipa, restando fedele al vinile anche nell’era digitale.
Negli anni più recenti, il suo contributo si estende agli eventi pubblici e alle grandi manifestazioni, portando sul territorio artisti e personaggi di rilievo come Rossella Brescia, Gloria Gaynor e Eumir Deodato. Eventi che confermano il suo ruolo di promotore culturale oltre che musicale.
Ma ciò che rende davvero speciale la storia di Raffavoca è il legame umano costruito in mezzo secolo di attività. Le sue serate non sono state solo intrattenimento: sono state incontri, emozioni, relazioni. “Artefice inconsapevole di tante unioni”, come lui stesso racconta, ha contribuito a creare ricordi indelebili nella vita di migliaia di persone.
Collezionista instancabile, DJ rigorosamente in vinile dal 1975, Raffavoca rappresenta oggi una memoria vivente della musica. Un testimone autentico di un’epoca che continua a vivere attraverso la sua passione.
La serata celebrativa al Plaza Café non è stata solo una festa, ma un riconoscimento sentito a una carriera costruita con dedizione, sacrificio e amore. Un traguardo reso possibile anche grazie al sostegno della famiglia, in particolare del padre Pasquale e del fratello Michelangelo.
Cinquant’anni dopo, il vinile gira ancora. E con lui, continua a girare la storia di Raffavoca
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