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17 Mar

Sant’Orsola 2.0: rinascita tra memoria e innovazione

Esistono luoghi che custodiscono l’anima di una comunità, pronti a risvegliarsi quando il passato decide di tendere la mano al futuro. Lo scorso 10 marzo, tra le mura del Complesso di Sant’Orsola, si è svolto un momento che va ben oltre un semplice incontro operativo: un tavolo tecnico e umano che ha dato vita a un ambizioso Piano di Valorizzazione.

Non si è trattato soltanto di una riunione tra partner, ma di un vero atto di nascita per un ecosistema culturale e digitale che dà forma al manifesto del progetto: “Ogni luogo sacro vive solo se qualcuno ne custodisce la memoria.” Candidato ai finanziamenti della Regione Puglia, il piano rappresenta oggi una visione condivisa da una squadra multidisciplinare: dall’Arciconfraternita dei Morti ai club di servizio come Rotary e Lions, dalla community di San Giovanni Rotondo FREE alle istituzioni locali come la BCC, fino a numerose realtà del terzo settore.

Il racconto di questa rinascita prende forma lungo il sentiero che dal Convento di Stignano conduce verso il cuore della città, dove Sant’Orsola smette di essere solo una tappa per diventare una “Sosta Consapevole” per pellegrini e visitatori.

Sotto la guida dell’architetto Lucia Palladino, coordinatrice dell’intero progetto architettonico, paesaggistico e gestionale, insieme all’architetto Barbara Cappucci e all’ingegnere Giuseppe Albano, il restauro è stato concepito come un intervento “invisibile”, capace di rispettare la storia del luogo trasformandosi in un gesto di cura.

Grazie a tecnologie innovative – come il sistema di copertura ventilata – il complesso può oggi proteggere e valorizzare i suoi tesori liturgici e storici: calici antichi, tele di scuola napoletana e fiamminga, manoscritti preziosi che i visitatori potranno scoprire anche attraverso monitor interattivi. All’interno della struttura il comfort è garantito da un sistema di riscaldamento a infrarossi e da illuminazione LED, una soluzione ecologica che tutela i pigmenti antichi eliminando polveri e radiazioni ultraviolette.

Ne nasce un’esperienza culturale in cui la bellezza diventa accessibile e inclusiva: tecnologie digitali e sistemi Beacon permetteranno infatti una fruizione senza barriere fisiche e sensoriali.

Ma Sant’Orsola 2.0 non guarda soltanto al proprio perimetro. Il progetto ambisce a diventare il motore di una trasformazione urbana più ampia. Come evidenziato dal dottor Costanzo Cascavilla, il recupero del complesso può attivare un circolo virtuoso capace di intercettare il crescente fenomeno del “Turismo delle Radici”, coinvolgendo anche il patrimonio immobiliare privato per accogliere i sangiovannesi sparsi nel mondo.

In questa visione di sviluppo si inserisce il sostegno della BCC di San Giovanni Rotondo, che attraverso il proprio portale dedicato alla promozione della Capitanata proietterà Sant’Orsola su scala provinciale grazie a mirate azioni di marketing territoriale.

Parallelamente, la mutua Gargano Vita contribuirà non solo al recupero dell’antico organo a canne, ma anche alla promozione di un calendario di eventi culturali che renderanno lo strumento un protagonista attivo della vita cittadina. L’anima musicale del complesso continuerà a vivere anche grazie all’Associazione Duo Pompilio-Caputo, che porterà tra queste mura storiche la prestigiosa rassegna “In Concert”, consolidando Sant’Orsola come palcoscenico culturale di rilievo.

A facilitare l’incontro tra visitatori e centro storico sarà il Comune, che punta a potenziare l’InfoPoint del Convento di Stignano per convogliare i flussi turistici verso la città attraverso un nuovo “Cammino Urbano”. Il percorso narrativo, collegato al portale Visit San Giovanni Rotondo, unirà la spiritualità dei luoghi legati a San Pio – particolarmente cara ai Gruppi di Preghiera ricordati da Giulio Siena – alla scoperta culturale del territorio.

Il punto culminante di questo viaggio sarà la Sala Immersiva, dove un sistema di video-mapping a 360 gradi restituirà voce ai secoli e alla memoria del luogo.

A garantire continuità al progetto saranno soprattutto i giovani e le tradizioni. Gli studenti degli istituti Lecce, Immacolata e Di Maggio diventeranno infatti i futuri “custodi operativi” della struttura, mentre le Officine Amigoniane riporteranno in vita antichi riti come la Vestizione delle Madonne e i laboratori dedicati all’arte delle icone.

Insieme alle associazioni Cala la Sera e Legambiente, Sant’Orsola 2.0 si presenta così come un luogo vivo e aperto 365 giorni l’anno: una casa della comunità dove ogni pietra, restaurata con cura, torna a raccontare la storia di una città che ha scelto di non restare immobile, ma di trasformare la memoria in futuro.

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