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08 Jul

La passione immutata di Mister Michele Centra: «Ho ancora tanta voglia di vivere il calcio sul campo»

Dopo una lunga carriera vissuta sui campi di calcio, tra successi, sfide e tanta esperienza maturata nei campionati dilettantistici, Mister Michele Centra guarda al futuro con lo stesso entusiasmo che ha sempre contraddistinto il suo percorso.

Mister, il calcio continua a essere il filo conduttore della sua vita. Da dove riparte?

«Il calcio non è soltanto una passione, è parte della mia vita. In tanti anni ho avuto la fortuna di allenare diverse realtà, conoscendo ambienti e categorie differenti. Ogni esperienza mi ha lasciato qualcosa e mi ha permesso di crescere, sia dal punto di vista tecnico che umano.»

Un percorso ricco di tappe importanti.

«Ho allenato Campomarino, in Molise, Vieste, dove abbiamo conquistato una splendida vittoria del campionato, poi San Giovanni Rotondo per diverse stagioni tra Prima Categoria e Promozione. Successivamente sono arrivate le esperienze con Apricena, Monte Sant’Angelo, Cagnano e Peschici. Ho ricoperto anche il ruolo di allenatore in seconda in Serie D con il San Severo e ho guidato la Juniores Nazionale. Ogni società mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con realtà diverse e di arricchire il mio bagaglio professionale.»

Nell’ultima stagione ha scelto un ruolo diverso, quello di direttore sportivo.

«Sì, volevo mettermi alla prova anche sotto un’altra veste. È stata un’esperienza formativa che mi ha fatto comprendere ancora meglio le dinamiche di una società. Ma, dentro di me, ho capito una cosa: la panchina mi mancava troppo.»

Cosa le è mancato di più?

«Il lavoro quotidiano con i ragazzi, la preparazione degli allenamenti, lo studio delle partite, il confronto con lo spogliatoio. Sono emozioni che nessun’altra esperienza può sostituire. Il campo è il posto dove mi sento davvero a casa.»

Che messaggio vuole lanciare al mondo del calcio?

«Credo che il calcio abbia ancora bisogno di persone che mettano al centro il lavoro, la competenza e i valori. Mi auguro che ci siano sempre più società capaci di costruire progetti seri, con programmazione e attenzione alla crescita dei giovani. È questo il modo migliore per ottenere risultati duraturi.»

Con quale spirito guarda al futuro?

«Con lo stesso entusiasmo del primo giorno. L’esperienza insegna tanto, ma la passione è rimasta immutata. Ho ancora tanta voglia di vivere il calcio sul campo, mettendo a disposizione ciò che ho imparato in tanti anni di carriera. Perché, alla fine, la panchina resta il luogo dove mi sento davvero a casa.»

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