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16 Apr

“Un autunno tranquillo alla Casa degli Angeli di Padre Pio”

COME il cammino dei pettirossi: questo è il loro vivere sulla terra, il loro battito leggero contro le mura di una grande struttura ospedaliera. Ogni giorno passi lenti e morbidi nel vuoto, dalla voce tenue e il canto delle soffitte rimbombanti, eco del fruscio della strada che arriva al mattino dalle finestre come lettura della visione,sembra più amorfa della vita, anche se il loro battito è come linfa vitale e un palpitare tra i letti e i mezzi di vivere ,quello di un loro mondo, un mondo fatto di lontananza ma allo stesso tempo di molta vicinanza.

Il loro canto è come quello passeriformi di una struttura tra il verde e le montagne – sempre sembra grigio – ma è illuminata da tanto solese di un giorno di sole ,perché il loro sole è nascosto nel segno di un sogno eterno. Sì, parlo degli Angeli di Padre Pio e della salvifica e santa casa per i piccoli bambini della miracolosa opera di San Giovanni Rotondo ,operante in un’ efficacia di alto livello tecnico. Ho conosciuto una storia di una mamma. Di di un volatile , dallo spirito lungo oltre il cielo delle nuvole per appunto, dai piccoli passi tra il bianco terreno. La signora mi ha raccontato ,di come svolge la sua giornata tra il suo paese e la struttura che ospita il figlio – si sente un po’ preoccupata e sperduta – ma tutto si fa luce dalle buone maniere inusuali della struttura – lontano dal nostro pianeta selvaggio e feroce.
 Questo è solo un piccolo caso tra i tanti  profumi più puri di questo autunno – dell’odore più forte delle conifere, la sua, la definirei una storia moderna fatta di mille sfaccettature e di orgoglio per aver donato il suo cuore a Dio vero in una mattina ferma a guardare ed ascoltare il rumore delle onde di un mare del riposo di un sole come una strada senza confine.

(A cura di Claudio Castriotta)

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