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23 Apr

Un libro su Giuseppe Montesano, il Commissario che ispirò libri e cinema è originario della Capitanata.

19 Settembre 2023
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di  Angelo Riky Del Vecchio

Dato alle stampe nel 2016 per i tipi di Daniela Piazza Editore (Torino) un volume-racconto dedicato a Giuseppe Montesano dal titolo “Strada Facendo… Ricordando il Commissario Montesano“. L’opera è stata scritta a tre mani da Andrea BiscàroMilo Julini Adriana Di Lullo. Quest’ultima ha voluto ricordare l’ex-Prefetto, ex-Questore ed ex-Commissario per il suo stretto legame d’amore, una relazione d’affetto che rimane in piedi ancora oggi, nonostante siano passati una trentina di anni dalla morte di Montesano. Ha collaborato alla stesura del libro l’ispettore Rossana Morra.

Giuseppe Montesano non è nato a Rignano Garganico, ma ha origini rignanesi da parte di padre. Infatti è figlio di Vincenzo Montesano (a cui dedicheremo un intero volume realizzato con l’apporto di Angelo Mastrillo) seppellito nel Cimitero del più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano.

Giuseppe lavorò come Questore a Palermo negli anni ruggenti della lotta alla Mafia, a stretto contatto con Giuseppe Falcone e Paolo Borsellino, giudici uccisi dalla commistione tra criminalità e politica.

Ma chi era Giuseppe Montesano?

Come ricorda il collega giornalista de La Stampa di Torino, Massimo Numa, era “un uomo libero e trasparente, un servitore dello Stato a cui donò tutte le sue energie. Iniziò il suo percorso in una Torino ferita dal terrorismo delle Brigate Rosse e di Prima Linea, con una lunga teoria di uccisi o di feriti in nome di folli ideologie. Disse a un cronista, preoccupato per i rischi che lui correva ogni giorno: «È il mio mestiere. D’altra parte se non rischio, non è possibile liberare la gente da certe persone pericolose. Ma non sono questi i pericoli che più mi spaventano. Difficilmente un assassino spara contro un poliziotto, se non viene provocato. Quindi basta agire con tatto e ci si può salvare; temo invece gli errori che posso commettere nei confronti di una persona che ritengo colpevole ed invece è innocente: quando si svolgono delle indagini bisogna trarre delle conclusioni, fermare gli indiziati, scoprire il colpevole. E sono consapevole del fatto che in certi casi fermare una persona innocente significa rovinarla per tutta la vita». Quasi un testamento, la prova di un rigore morale che non è forma, ma sostanza“.

In attesa di dedicargli una via o un monumento, Rignano e i Rignanesi, grazie al Circolo Culturale Giulio Ricci, vogliono ricordare uno dei suoi “figli” migliori. Parliamo di Giuseppe Montesano (qui sotto nella foto col compianto attore Gino Cervi), considerato uno dei più grandi investigatori italiani di tutti i tempi, nonché ispiratore di significative imprese cineaste e di romanzi tra i più apprezzati dalla critica letteraria e mondana. 

L'attore Gino Cervi con il commissario Giuseppe Montesano.

Da anni il Circo Culturale Giulio Ricci del piccolo centro garganico se ne sta occupando. Ora pensiamo sia arrivato il momento di dedicargli una via o una piazza. Grazie al padre Vincenzo il Commissario Montesano ha vissuto indirettamente la rignanesità e se è diventato quello che è stato lo devo un po’ anche alla cultura e all’educazione impartitagli da chi è vissuto nel profondo Meridione italico, in una Rignano Garganico che ha sempre restituito alla storia grandi personaggi, che vanno assolutamente valorizzati.

Il ricordo di un uomo di legge.

Sono passati 33 anni dalla sua morte. Nel 2010 sia Torino (inizio carriera) sia Bologna (apice e conclusione) si erano contesa, a colpi di inchiostri, la sua eredità di appartenenza. Pochi sanno, però, che egli ha origini e radici prettamente pugliesi, anzi di Rignano Garganico.

Non per niente nel 2006 il Circolo Culturale Giulio Ricci ha intitolato con il suo nome l’annuale manifestazione “Rignanesi nel Mondo” tesa a riconoscere e a far conoscere alle nuove generazioni i suoi uomini migliori di ieri e di oggi. Per saperne di più sul suo conto e sul legame al paese d’origine, ecco un resoconto biografico.

Rignano Garganico lo ricorda ancora.

A parlarci di lui, prima di morire, era stata la cugina Maria Stilla in Cusenza, 81 anni, figlia di Alessandra Montesano (sorella di Vincenzo) e Antonio Lazzaro Stilla, residente attualmente nella vicina San Giovanni Rotondo. Giuseppe, che si trasferì da bambino assieme alla famiglia in quel di Imola, aveva anche una sorella, Carmen, sposata con un cittadino tedesco. La donna, seppellita a Faeto con la madre, è deceduta dopo qualche anno di matrimonio (dell’unico figlio non sappiamo nulla). Giuseppe Montesano si laureò poco più che ventenne in giurisprudenza e scelse di seguire giovanissimo la carriera di polizia. Come riferiscono alcuni giornali al momento della sua morte, egli non amava i lavori sedentari e preferiva quelli rischiosi. In pochi anni divenne capo della squadra mobile di Bologna. Passò poi a Torino, la città che lo vide a capo della Criminalpol piemontese.

Il personaggio.

Capello ondulato perfettamente pettinato all’indietro, bello sguardo reso interessante da un immancabile paio di occhiali di tartaruga, l’orologio e l’anello d’oro, scapolo, colto, gran lavoratore, fumatore eccezionale, ottime letture, indolente ed eccellente poliziotto – lo descrive così il giornalista Giampiero Moscato del Corriere della Sera – in breve tempo diventò famoso a Torino. Nel 1972 fu coinvolto in una “querelle” giudiziaria dopo una operazione di polizia contro l traffico di quadri rubati.

Fu accusato di aver pagato un informatore. Alla fine ne uscì pulito. Alla lettura della sentenza, spiega Moscato, reagì con un lieve sorriso di chi sapeva di aver fatto solo il suo dovere.

Nel 1979 divenne questore d’Italia: aveva appena 49 anni. Iniziò così il suo peregrinare nelle zone più pericolose dello Stivale, tra cui Sassari, Cagliari, Venezia, Palermo e Brescia. Tornò a Bologna nel 1987. Qui visse la lotta diretta contro la Mafia, che tentava di infiltrarsi in Emilia Romagna. Tra le tante iniziative contro la criminalità organizzata, da registrare l’arresto di una trentina di mafiosi in tutta Italia (una banda in contatto con noti narcotrafficanti del Sudamerica). Dovette poi affrontare la dura stagione delle rapine sanguinare in Emilia Romagna, continua Moscato, ad opera della “Banda delle Coop”.

Nel 1989 fu nominato prefetto. Era un infaticabile lavoratore, il primo a raggiungere l’ufficio, l’ultimo ad andarsene. Ogni tanto tornava a Rignano per abbracciare parenti ed amici e per trascorrere ore di spensieratezza.

Nativo di Ascoli Satriano, di padre Rignanese e mamma Faetana.

Giuseppe Montesano, commissario, questore e prefetto, aveva origini rignanesi, anche se nato ad Ascoli Satriano il 10 luglio 1930 (luogo casuale, per via dell’obbligo a risiedere dovuta alla professione di segretario comunale pro tempore del padre Vincenzo, fratello di Padre Ippolito Montesano, francescano). Giuseppe scomparve per un male incurabile nel capoluogo emiliano il 20 maggio 1990.

Figlio di Vincenzo Montesano, nativo d Rignano Garganico, e di Lydia Rubino, originaria di Faeto, fu il più giovane questore dello Stivale e uno degli investigatori più noti della storia contemporanea italiana. Aveva anche una sorella, Carmen, a cui rimase legata per tutta la vita.

Il premio a lui dedicato dai Rignanesi.

Il premio “Rignanesi nel Mondo” intitolato a Montesano e ad altri illustri rignanesi nasceva dal bisogno di coltivare le proprie origini e identità di una comunità che spesso s’incarna in personalità e individualità al di fuori della quotidianità. Per quanto riguarda Rignano, troppo spesso siffatte individualità sono state trascurate dalla memoria collettiva. Per cui molti personaggi sono finiti nell’oblio o ricordo di pochi.

Le stessa sorte sarebbe toccata anche a Giuseppe Montesano. Tantissimi compaesani hanno avuto la fortuna di conoscere e apprezzare la sua forte personalità, ma anche l’orgoglio di appartenere alla terra garganica. Per vari motivi, legati alla sua delicata attività professionale, non ebbe mai il piacere di calcare la scena pubblica del suo paese, ma non disdegnò di tanto in tanto di venire in incognito per gustare, assieme a pochi intimi, il piacere di una passeggiata sulla ‘Ripa – Belvedere’, per respirare, come lui diceva, l’aria salubre della “sua infanzia”, trascorsa per un decennio con la cuginetta Maria. Qui c’è la tomba di famiglia dei Montesano. Qui vivono quasi tutti i suoi pronipoti dei rami Di Gregorio e Stilla, considerato che l’unico zio maschio aveva indossato il saio di San Francesco, con il nome di Padre Ippolito, non di meno insigne.

Libri e Romanzi a lui dedicati:

A lui sono dedicati tre romanzidue film, uno sceneggiato prodotto da Rai Fiction e una mini-serie televisiva andata in onda su Raidue:

  1. A che punto è la notte La donna della domenica di Carlo Fruttero e Franco Lucentini
  2. Il commissario di Torino di Riccardo e Piero Novelli;
  3. La Donna della Domenica (che potete visionare qui in alto) di Luigi Comencini, con Marcello Mastroianni e Jacqueline Bisset e musiche di Enrico Morricone;
  4. Un uomo una città e di Romolo Guerrieri, con Enrico Maria SalernoRaffaele CuriFrançoise FabianFrancesco Ferracini e Gipo Farassino (LINK, purtroppo non si sente l’audio nel filmato);
  5. A che punto è la notte, l’ultima opera di Nanni Loy (regista); si tratta di una una miniserie televisiva ispirata all’omonimo romanzo di Fruttero e Lucentini, andata in onda in due puntate nel 1994 su Rai 2 e poi replicata negli anni 2000 in orari notturni (con Marcello MastroianniMarie LaforetMax Von SydowAlessandro HaberEnnio Fantastichini);
  6. La donna della domenica, sceneggiato prodotto da Rai Fiction, con Giampaolo Morelli e Andrea Osvart (per approfondimenti: LINK);
  7. Strada Facendo… Ricordando il Commissario Montesano“. Autori: Andrea BiscàroMilo Julini Adriana Di Lullo, 2016, Daniela Piazza Editore (Torino), 194 pagine.

Film e fiction a lui dedicati.

A lui sono dedicati tre romanzidue film, uno sceneggiato prodotto da Rai Fiction e una mini-serie televisiva andata in onda su Raidue:

Attori che interpretarono al cinema la sua figura.

Le storie investigative legate a Giuseppe Montesano sono diventate leggenda in tutta Italia e all’estero grazie anche a film molto seguiti e agli attori noti che lo hanno interpretato: Marcello Mastroianni (con due film all’attivo sullo stesso personaggio), Enrico Maria Salerno e Giampaolo Morelli. Hanno diretto film su di lui grandi artisti come Luigi Comencini e Nanni Loy. Qui in basso una loro carrellata fotografica. 

Marcello Mastroianni interpreta Giuseppe Montesano nella miniserie televisiva di Nanni Loy, dal titolo A che punto è la notte.
Marcello Mastroianni interpreta Giuseppe Montesano, alias Commissario Santamaria, nel film La Donna della Domenica.

Fonte https://www.garganopress.it/

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