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28 Mar

Una rappresentanza studentesca dell’I.T. “L. Di Maggio” al Convegno Nazionale di Roma per parlare di Pace e Legalità

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Sono passati alcuni giorni dal nostro viaggio a Roma, ma l’esperienza vissuta è ancora fortemente impressa negli occhi, nella mente e nel cuore di ognuno di noi. Ritrovarsi nella Sala dei Gruppi Parlamentari di Montecitorio, in quegli ambienti che avevamo visto solo in televisione, ci ha provocato un’emozione indescrivibile, un misto di sensazioni contrastanti che andavano dal “che bello!” al “ma io che ci faccio qui?”. L’occasione ci è stata offerta dal nostro Dirigente Scolastico, il prof. Rocco D’Avolio, che non appena ha ricevuto l’invito di partecipazione, in qualità di Coordinatore Nazionale dei Dirigenti Scolastici aderenti al Parlamento della Legalità Internazionale, si è attivato perché il nostro Istituto, sede dell’Ambasciata dell’Alba, fosse opportunamente rappresentato in questo importante incontro.

Il tema oggetto del convegno è stato: “Il linguaggio della Pace e della Legalità nei principi costituzionali: viverli per la crescita del Paese”. L’aula era gremita di studenti e docenti, ma anche di personalità del mondo della politica, di quello ecclesiale, delle forze armate e del volontariato, gente arrivata da tutta Italia con quella voglia di confrontarsi per dare sempre più voce e vita ai concetti di Pace e Legalità.

Particolarmente interessanti sono stati gli interventi di Renato Cortese, Direttore dell’Ufficio Centrale Ispettivo del Ministero degli Interni, di Vincenzo Mallamaci, cardiologo di fama internazionale e presidente dell’associazione Internazionale Onlus “E TI PORTO IN AFRICA” e, soprattutto, di Sua Ecc. Rev. Mons. Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia del Vaticano, che con il suo modo di comunicare, coinvolgente e pieno di gioia, è riuscito ad arrivare al cuore di tutti i presenti.

L’incontro si è concluso con la consegna degli attestati di partecipazione e l’impegno, da parte nostra, ad essere ambasciatori di “legalità” per costruire un mondo fatto solo di rispetto, di tolleranza e, soprattutto, di “pace”.

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