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13 Apr

Concorso di Poesia Radio Città 105 vince il Poeta sangiovannese Lio Fiorentino

redazione
28 Dicembre 2020
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Il lirismo intenso e coraggiosamente intimista del poeta Lio Fiorentino, non arretra la sua corsa, anzi, raddoppia e vince, anche sui canali dell’etere.

La sua poesia ” fontane amiche” , dopo aver conquistato il podio attribuito dalla giuria tecnica, nel concorso Le fontane di Roma, conquista anche il web , raccogliendo il consenso di circa tremila radio spettatori che con i loro like hanno proclamano la vittoria , anche in rete ,della sua lirica, in gara con altre 250 .

L’ ennesimo attestato di valore al poeta sangiovannese, che vince così anche il primo posto del premio “Poesia radio città 105″confermando la straordinaria emozionalità delle sue liriche, declinate in versi di pregevole fattezza poetica, che riescono a conquistare un pubblico sempre più ampio .

Con Lio Fiorentino, infatti, la poesia riesce ad andare oltre le nicchie, gabbie dorate cui sembrava essere condannata.

Grazie a lui, invece, possiamo ancora credere che essa, in quanto bene di consumo per anime raffinate, sia patrimonio di tutti, perché la poesia, quando è bella poesia, raggiunge luoghi e spazi che aspettano solo di essere riempiti di forza e bellezza, quella bellezza intramontabile che solo attraverso la parola poetica saprà restituirci al bagliore di orizzonti perduti .

Fontane amiche

Cercavo il tuo volto affastellato nei lubrichi scranni cittadini fra altri volti ad aspettare occhi di madri passi di fate.

Non lo trovai ne’seppi altro Ma all’ improvviso il mare in cielo e il petto ferito mi offrivano visioni di fontane amiche che mi davano respiro di primavere e sogni dipinti di mare e di cielo amici.

Scendeva lenta tra quello scorrer lieto e il mio sentire una pioggia di infanzia che purificava i sassi nei miei occhi stanchi E correvo, correvo cercando il bianco del tuo volto scomposto e immacolato sul greto di fontane d ‘acqua zampillante E mentre la memoria voleva di verita’ingannarsi con la tua dolce effige scendeva da quell’ acqua limpida il tuo sorriso che garrulo si posava sulle zagare delle mie fontane amiche

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