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02 Dec

BLOCCARE IL VIRUS PRIMA CHE RIESCA AD ENTRARE NELLE CELLULE NEUTRALIZZANDO IL SUO CAVALLO DI TROIA, IL RECETTORE ACE-2

BLOCCARE IL VIRUS PRIMA CHE RIESCA AD ENTRARE NELLE CELLULE NEUTRALIZZANDO IL SUO CAVALLO DI TROIA, IL RECETTORE ACE-2⚠️🦠🧫🔬

Un bel risultato di drug discovery ottenuto da Sibylla Biotech (spin-off dell’istituto nazionale di Fisica Nucleare, dell’Università di Perugia e Trento): lo screening in silico ha identificato quattro farmaci che potrebbero essere utilizzati contro il COVID-19
(Ziprasidone, Buclizine, Beclabuvir and Artefenomel).

Lo studio di Sybilla si sta concentrando sulla proteina ACE2, il recettore cellulare che si trova soprattutto nelle cellule umane dell’endotelio polmonare e in altri tessuti come nel cuore e intestino, al quale si lega la proteina virale Spike presente sulla superficie del virus. ACE2 si comporta quindi da cavallo di Troia, permettendo al virus di penetrare nella cellula e iniziare il suo processo di replicazione.

Attenzione!! Si parla di farmaci candidati, che vanno prima validati in vivo (dopo averli saggiati in vitro) ma è un bel passo avanti.

Usare il protein folding come bersaglio per i farmaci, applicando il protocollo PPI-FIT, dall’inglese Pharmacological Protein Inactivation by Folding Intermediate Targeting) potrebbe riservarci belle sorprese in un’era dove, spesso, si fa sempre più fatica a trovare nuove molecole.

Questo protocollo si fonda su una piattaforma di calcolo che permette di simulare al calcolatore i percorsi di ripiegamento (folding) delle proteine, con un altissimo livello di precisione, con l’obiettivo di progettare nuovi farmaci in grado di agire contro bersagli, andando a ridurre l’espressione di una proteina nella cellula, disattivando la funzione patologica.

Cio è possibile per via delle molecole che si vanno a legare alla tasca proteica (come nell’immagine proposta dal lavoro) identificata su uno stato intermedio del processo di ripiegamento della proteina.

A questo punto, bloccato a metà strada, il ripiegamento non avviene e la proteina viene degradata dalla cellula stessa.

L’obiettivo è identificare delle molecole che possano interferire con il processo di replicazione del virus.

In tal modo sarà possibile effettuare la ricerca di molecole capaci di diminuire i livelli del recettore ACE2, inibendo quindi l’entrata del virus.

Queste molecole identificate sono già in uso clinico per altre malattie, quindi molte questioni relative alla sicurezza sulle persone sono già state risolte e ciò potrebbe accelerare i tempi dei trial clinici.

Fonte ed ulteriori approfondimenti:
https://arxiv.org/abs/2004.13493 https://www.sibyllabiotech.it/research/folding-reconstruction

Grazie del vostro tempo.

#pillolediricercascientifica

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