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Paolo VI santo: il Papa amico di Padre Pio

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14 Ottobre 2018
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Oggi papa Francesco ha proclamato Santo un suo predecessore, Paolo VI. Giovanni Battista Montini, questo il suo nome prima di salire al Soglio di Pietro, è stato il Papa che ha concluso il grande Concilio Vaticano II e ha dato il via a quelle riforme tanto auspicata e desiderata dalla Chiesa nei duri anni di lavoro e di discussione svoltisi sotto la cupola di Michelangelo.

Già da sacerdote, e poi da vescovo e cardinale, Paolo VI, probabilmente su impulso di Eugenio Pacelli, futuro Pio XII, ha nutrito un grande rispetto per Padre Pio, culminato poi con le grandi attestazioni di stima pronunciate nel corso del suo lungo e fecondo pontificato.

Durante l’esperienza pastorale a Milano, Montini apprezza l’attività di Padre Pio, giungendo alla decisione di divulgare e potenziare i Gruppi di Preghiera. All’inizio degli anni Sessanta, dopo la visita apostolica di mons. Maccari, quando si diffonde nuovamente la voce di un imminente trasferimento di Padre Pio da San Giovanni Rotondo, Montini commenta: «Se Padre Pio lascia San Giovanni Rotondo, sono disposto a prenderlo a Milano e sono certo che una sua Messa vale una missione».

La stima per Padre Pio porta il cardinale Montini a scrivere una commovente lettera al cappuccino, in occasione dei suoi cinquant’anni di sacerdozio, il 20 giugno 1960: «Oso pertanto anch’io esprimerLe nel Signore, le mie felicitazioni per le grazie immense a Lei conferite e da Lei dispensate… Esprimo insieme il voto che Cristo Signore abbia a vivere ed a manifestarsi nella persona e nel ministero della Paternità Vostra».

A Padre Pio si deve anche la previsione del pontificato: interpellato da un suo confratello sul nome del successore di Giovanni XXIII, il cappuccino rispose con decisione: «Ma sarà Montini!…»

A previsione avverata, uno dei primi atti di Paolo VI sarà proprio quello di restituire a Padre Pio la piena libertà di esercitare il suo ministero, facendo così decadere le limitazione imposte al frate dopo la visita di mons. Maccari.

Padre Pio ricambiò questa stima scrivendo una lettera per ringraziarlo, anche a nome dei suoi figli spirituali e dei “Gruppi di Preghiera” «per la parola chiara e decisa che avete detto, specie nell’ultima enciclica Humanae Vitae» e per riaffermare «la mia fede, la mia incondizionata obbedienza alle vostre illuminate direttive».

Ma le parole più importanti, Paolo VI le pronunciò il 20 febbraio 1971: ricevendo in udienza privata i superiori generali cappuccini, il Santo Padre, riferendosi al Cappuccino stigmatizzato, pronuncia la famosa frase: «Guardate che fama ha avuto! Che clientela mondiale ha adunato intorno a sé! Ma perché? Forse perché era un filosofo, perché era un sapiente, perché aveva mezzi a disposizione? Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera ed era, difficile a dire, rappresentante stampato delle stigmate di nostro Signore».

Inoltre, nell’udienza ai Gruppi di Preghiera presenti a Roma per l’Anno Santo, in Piazza San Pietro, il 24 settembre 1975, aggiunge: «Le statistiche parlano di qui presenti ventimila, ventimila partecipanti al Convegno Internazionale dei Gruppi di Preghiera, della Casa Sollievo – eccolo -, dell’Opera di Padre Pio da Pietrelcina. Il quale, fra le tante cose buone e grandi che ha compiuto, ha, diciamo, generato questa schiera, questo fiume di persone che pregano e che, nel suo esempio e nella speranza del suo aiuto spirituale, si dedicano alla vita cristiana e danno testimonianza di comunione nella preghiera, nella carità, nella povertà di spirito e nella energia della professione cristiana».

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