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13 Jul

Il candidato unico e #horizonsgr: un treno con un’unica fermata

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28 Novembre 2017
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di Leonardo Fania

I telegiornali di ieri sera, non molto differenti l’uno dall’altro, avevano un non so che di interessante. Mentre ormai tutti i dibattiti si concentrano sulle alleanze in vista delle prossime elezioni politiche di primavera, conditi dall’assalto alla diligenza sui pochi “spiccioli” della prossima legge di bilancio, mi è salita l’attenzione su una notizia molto interessante: è stato, infatti, presentato il rapporto del Sole 24 Ore sulla qualità della vita delle province italiane.

Anche da questa ricerca, solida e ben documentata, emerge la differenza di velocità tra il nord e il sud del Paese. Poche le città meridionali presenti ai primi posti ma un dato interessante, da tenere sott’occhio, è l’ambito su cui avvengono queste affermazioni solitarie: pensiamo alla banda larga, maggiormente diffusa al Sud invece del Nord, e ad alcuni indicatori sull’ambiente e la sicurezza.

Come sempre (purtroppo non ci abitueremo mai), Foggia, il nostro capoluogo di provincia, si classifica al 103° posto, a pochi punti dalla “zona retrocessione”, e troppo lontana anche dalle confinanti province. La crisi della provincia di Foggia, lo sappiamo, è endemica, strutturale, basata su decenni di politica a basso livello e fin troppo localizzata. Certo, le colpe non sono tutte le nostre ma questo non può essere una scusante degli errori compiuti con le nostre mani. Una prova di questo è lo smembramento del Gargano nei collegi elettorali previsti dal Rosatellum, quasi pensato a tavolino, che ad oggi, di fatto, impedisce di scegliere una personalità di rilievo da mandare a Montecitorio, figuriamoci a Palazzo Madama.

Di qui la mia riflessione. L’indicatore del Sole 24 Ore, ovviamente, riflette anche lo stato della nostra città. Sui social, unico posto in cui si fa politica, si discute, o meglio, si aspetta la prima mossa del possibile candidato per dare il “la” ad una campagna elettorale che, già da oggi, si prefigura noiosa e priva di contenuti.

È evidente, e probabilmente questo sfugge, che il treno delle Politiche 2018, al netto dei risultati, non va assolutamente perso. È fondamentale, vitale, che San Giovanni Rotondo cominci a tirare fuori la testa, nell’ottica dello sviluppo e non del mantenimento dello status quo. Certo, i collegi del Rosatellum non sono a nostro favore, dopo l’enorme pasticcio della composizione geografica delle ripartizioni elettorali. (http://documenti.camera.it/apps/nuovosito/attigoverno/Schedalavori/getTesto.ashx?file=0480.pdf&leg=XVII#pagemode=none)

Vedremo se saremo in grado di esprimere il famoso candidato unico, dopo l’esperienza fallimentare delle ultime Politiche del 2013 o, più recentemente, delle Regionali del 2015.

Mi piacerebbe lanciare una piccola iniziativa: prendendo spunto dal bando europeo sull’innovazione e la ricerca, denominato Orizzonte 2020, scoprire qual è l’orizzonte per la nostra città, per il nostro Gargano. Partiamo da un hashtag: #horizonsgr. Magari ne esce qualcosa di diverso.

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