A San Giovanni Rotondo, la pastorizia non è soltanto un’eredità del passato: per molti è una scelta consapevole, un richiamo autentico alla terra e ai suoi ritmi. È proprio questo il senso più profondo della “TOSATURA 2026”svoltasi ieri presso la Masseria Russo, dove il lavoro dei pastori si racconta non come tradizione imposta, ma come vera e propria vocazione.
In un’epoca in cui tutto corre veloce, c’è chi decide di rallentare e dedicarsi alla cura degli animali, al rispetto dei cicli naturali e alla qualità del lavoro quotidiano. I pastori di oggi, infatti, non sempre provengono da famiglie storicamente legate alla pastorizia: spesso sono giovani e meno giovani che scelgono questo mestiere per passione, per amore della natura e per il desiderio di costruire uno stile di vita più autentico.
Durante l’evento, la tosatura diventa il simbolo di questa scelta. Non è solo un gesto tecnico, ma un momento di contatto diretto tra uomo e animale, che richiede esperienza, attenzione e rispetto. Chi partecipa potrà vedere da vicino questa pratica e comprendere quanto impegno e dedizione si nascondano dietro un’attività solo apparentemente semplice.
I proprietari, Francesco Graziano e la sua famiglia, incarnano perfettamente questo spirito: custodire le tradizioni, sì, ma anche reinterpretarle con uno sguardo moderno, aprendole alla comunità e a chi desidera riscoprire il valore del lavoro agricolo.
“Pastori non per tradizione ma per vocazione” diventa così più di uno slogan: è una dichiarazione di identità, un messaggio che parla di scelte coraggiose, di ritorni alla terra e di un futuro che può nascere proprio dalle radici più profonde.
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