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10 Mar

Convegno nazionale sui tesori paleolitici di Grotta Paglicci

Il 30 maggio 2026, Rignano Garganico (FG) tornerà a essere l’ombelico del mondo preistorico. Con il Convegno Nazionale “Grotta Paglicci – Bene dell’Umanità”, si apre ufficialmente una nuova stagione di rilancio per uno dei siti archeologici più importanti d’Europa.

​L’obiettivo è ambizioso ma doveroso: sostenere la candidatura di Grotta Paglicci a Bene dell’Umanità UNESCO, un percorso fortemente voluto dalla Regione Puglia per tutelare e valorizzare un tesoro che appartiene alla storia profonda dell’uomo.

“Con l’apporto della Pubblica Amministrazione di Rignano Garganico e degli Enti pubblici e privati territoriali possiamo tornare a parlare prepotentemente di Grotta Paglicci, un bene che deve essere assolutamente riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Qui vissero tre specie umane: Erectus, Neanderthal e Sapiens. Come testimoniano le ricerche scientifiche dell’Università degli Studi di Siena e dell’archeologo Arturo Palma di Cesnola, qui l’uomo ci è vissuto per circa 500.000 anni, lasciandoci un patrimonio artistico, strumentale e magico-religioso unico al mondo. E ora sappiamo che probabilmente la Grotta, nota anche per custodire i tesori nascosti del brigante ottocentesco Gabriele Galardi, era più estesa di quella attuale, come hanno ricordato nei loro scritti e conservato nei loro archivi lo stesso Palma di Cesnola, il giornalista Tonino Del Vecchio e l’esperto speleologo Silvio Orlando. Motivo per cui serve assolutamente rimetterla in sicurezza e riavviare gli scavi scientifici” – spiega Angelo Riky Del Vecchio, presidente Circolo Culturale Giulio Ricci di Rignano Garganico.

​Un tesoro da 45.000 reperti.

​Non parliamo di un semplice sito archeologico, ma di un vero e proprio archivio della vita umana. Il giacimento di Grotta Paglicci ha restituito oltre 45.000 reperti, che coprono un arco temporale impressionante: dai 500.000 agli 11.000 anni fa.

​All’interno delle sue pareti sono state rinvenute testimonianze uniche:

  • Pinture e graffiti rupestri: tra i più antichi e significativi d’Italia.
  • Resti umani: tra cui la celebre “Donna di Paglicci”.
  • Strumenti in pietra e ossa: che raccontano l’evoluzione tecnologica e culturale del Paleolitico.

​L’evento del 30 Maggio: il “primo lancio” e la necessità di riaprire il Museo.

​Il convegno, nato da un’idea del Circolo Culturale Giulio Ricci e del Premio Jalarde, in collaborazione con l’Associazione T.A.L.I.A.l’Archeo Speleo Club Rignano e L’Agorà delle Idee, rappresenta il punto di partenza per una nuova narrazione del territorio.

“Il Museo di Grotta Paglicci va assolutamente riaperto, le richieste di visite guidate e di conoscenza diretta dei beni Paleolitici dell’antro continuano ad aumentare giorno per giorno. Anche per questo motivo chiediamo a chi ne ha la responsabilità di accelerare i tempi per la conclusione dei lavori, l’inaugurazione e l’affidamento in gestione del bene. TALIA è stata l’ultima associazione a condurre la struttura prima della chiusura dovuta alle opere di ampliamento museale, l’ha fatto in maniera decisamente impeccabile e può testimoniare direttamente l’interesse del mondo scientifico, culturale e scolastico nei confronti di questo bene dell’umanità’ – aggiunge Mariagrazia Urbano, presidente dell’associazione TALIA.

​IL PROGRAMMA.

  • Ore 9.00 / 11.00 > Escursione nei luoghi in cui visse l’Uomo di Grotta Paglicci;
  • Ore 11.00 / 13.00 > Sopralluogo a Caverne con Pitture e Graffiti Parietali risalenti (tra Paleolitico ed Età dei Metalli);
  • Ore 13.30 > Pranzo a sacco a base di prodotti tipici della zona.
  • Ore 16.00 > Inizio Convegno. Saluti istituzionali. Temi proposti: l’esatta estensione di Grotta Paglicci; il pane di Grotta Paglicci; il dimorfismo sessuale nel Paleolitico; l’arte di Paglicci e la presenza di artisti preistorici lungo tutto il Gargano; la necessità di un Museo del Paleolitico; i laboratori di archeologia sperimentale e le scuole; il tesoro del brigante Gabriele Galardi.
  • Ore 20.00 > Chiusura dei lavori e serata conviviale.

Interverranno esperti del settore, archeologi, giornalisti e speleologi. Location da stabilire.

Il programma è in continuo aggiornamento. Per tutti i dettagli tecnici e le ultime novità, è possibile consultare il sito ufficiale: www.grottapaglicci.it.

Perché l’UNESCO?

​Il riconoscimento come Bene dell’Umanità (anche nella sua dimensione immateriale per le tecniche e le conoscenze tramandate) non è solo un titolo onorifico. È lo strumento necessario per garantire che questo patrimonio non resti confinato agli addetti ai lavori, ma diventi un volano di sviluppo turistico, culturale ed economico per l’intero Gargano e la Puglia.

​La richiesta di patrocinio ai massimi organi istituzionali — dal Ministero della Cultura al Parco Nazionale del Gargano, fino alle università UniFG e UniSI — sottolinea la compattezza del mondo scientifico, culturale e politico intorno a questa missione.

​Partecipa al rilancio.

​Il futuro di Grotta Paglicci dipende anche dalla nostra consapevolezza. Segna in agenda la data del 30 maggio 2026: è il momento di restituire alla “Grotta dei sogni” il posto che merita nella storia del mondo.

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