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21 Feb

Si spegne Pasquale De Bonis, storico fondatore dell’Eco del Gargano

La comunità di San Giovanni Rotondo si stringe nel dolore per la scomparsa di Pasquale De Bonis, figura storica e anima instancabile del folklore locale. Con lui se ne va non solo un uomo, ma un pezzo autentico di memoria collettiva, un custode appassionato delle tradizioni popolari del Gargano.

Il mondo del folklore piange uno dei suoi figli prediletti. Pasquale amava la sua terra di un amore profondo, viscerale, incondizionato. Un amore che non si limitava ai ricordi o alle parole, ma che si traduceva in impegno quotidiano, sacrificio, presenza costante. Per lui le tradizioni non erano semplici rappresentazioni: erano identità, radici, appartenenza.

Fu tra i fondatori, insieme a Benito Ripoli, a Valerio Carmine, a Tonino Savino, a Michele Merla e ad altri appassionati, del Gruppo Folklorico di San Giovanni Rotondo “L’Eco del Gargano”. Un progetto nato dal cuore, cresciuto con dedizione, diventato nel tempo simbolo culturale della comunità. Solo pochi giorni fa il gruppo aveva festeggiato con orgoglio i suoi 55 anni di attività ininterrotta: un traguardo straordinario che oggi assume un significato ancora più profondo.

Dell’“Eco” Pasquale è stato tutto. Fondatore, ballerino, capogruppo, segretario, cassiere e infine Presidente. Ogni ruolo ricoperto non per ambizione personale, ma per spirito di servizio. Era presenza silenziosa e guida sicura, esempio per i più giovani, memoria storica per tutti. Con i suoi passi di danza ha raccontato storie antiche; con il suo impegno ha garantito continuità; con il suo entusiasmo ha acceso nuove passioni.

Pasquale non ha semplicemente fatto parte dell’Eco del Gargano: ne è stato il cuore pulsante. Ha saputo tenere insieme generazioni diverse, trasmettendo il valore del rispetto per le proprie origini e l’orgoglio di rappresentarle, dentro e fuori i confini del paese.

Oggi resta il vuoto umano, difficile da colmare. Ma resta anche un’eredità immensa: 55 anni di storia, centinaia di esibizioni, sorrisi, costumi, musiche, viaggi, sacrifici e successi. Resta soprattutto l’esempio di un uomo che ha scelto di dedicare la propria vita alla cultura popolare, rendendola viva, concreta, condivisa.

Ciao Pasquale.
Il tuo passo continuerà a battere nel ritmo dei tamburelli, nei colori dei costumi, negli occhi emozionati di chi salirà sul palco.
L’Eco del Gargano continuerà a suonare. E dentro quel suono, per sempre, ci sarai tu.

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