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31 Aug

La sangiovannese Carmela Vergura è d’argento alla CCC dell’UTMB sul Monte Bianco

Con 23 ore e 45 minuti tra pioggia, fango e sole, Carmela Vergura conquista il secondo posto di categoria alla CCC dell’UTMB

La runner, insegnante e coach originaria di San Giovanni Rotondo ha chiuso la prestigiosa gara internazionale UTMB di 108 km chilometri nella categoria F60-64, al termine di una prova resa ancora più dura dal maltempo e dalle vesciche ai piedi.

Ventitré ore e quarantacinque minuti di corsa, cammino, fatica e determinazione. Una giornata intera trascorsa sui sentieri del Monte Bianco sotto la pioggia, con il terreno trasformato in fango e i piedi segnati da dolorose vesciche.

Alla fine un solo obiettivo arrivare a Chamonix.

Carmela Vergura, originaria di San Giovanni Rotondo, ha conquistato il secondo posto nella categoria F60-64 alla CCC, in una delle finals UTMB la più prestigiosa al mondo del trail running.

Una medaglia d’argento arrivata al termine di una prova nella quale, molto prima del traguardo, la sfida era diventata soprattutto contro se stessa.
Andare avanti nonostante la pioggia.

108 chilometri attraverso tre Paesi

La CCC – Courmayeur-
Champex Le Lac- Chamonix – è una gara di circa 101 chilometri che attraversa l’ Italia, Svizzera e Francia, con oltre 6.000 metri di dislivello positivo.

La partenza è a Courmayeur, in Valle d’Aosta. Da lì il percorso sale verso il Grand Col Ferret, attraversa la Svizzera passando per La Fouly, Champex e Trient e rientra poi in Francia con l’ultima arrampicata alla Flegere, prima dell’arrivo a Chamonix.

Un percorso spettacolare e durissimo, che in questa edizione è stato ulteriormente complicato dalle condizioni meteorologiche.
Tanto che l’organizzazione ha previsto delle deviazioni alternative ma altrettanto impegnative.

La pioggia ci ha accompagnato praticamente per tutta la giornata, racconta Carmela. I piedi sono rimasti bagnati per ore e le vesciche hanno reso ogni passo sempre più doloroso. A un certo punto non si trattava più di pensare al tempo, ma semplicemente di continuare ad andare avanti.
Grazie all’intervento dei medici volontari ho potuto fasciare i piedi e andare avanti.

Ed è proprio questa capacità di gestione della fatica che nelle gare di ultratrail può fare la differenza.

Quando i chilometri diventano decine e le ore superano la notte, la velocità passa in secondo piano. Restano la testa, l’esperienza e la capacità di ascoltare il proprio corpo.

Un passo alla volta.

Fino a Chamonix.
La capitale mondiale del trail.

Per comprendere il valore del risultato ottenuto da Carmela Vergura bisogna capire cosa rappresenti l’UTMB nel mondo della corsa in montagna.

L’UTMB Mont-Blanc è oggi uno degli eventi più importanti e conosciuti a livello internazionale. La sua storia nasce attorno al giro del Monte Bianco e nel corso degli anni l’appuntamento è diventato un vero e proprio punto di riferimento mondiale per il trail running.

Per una settimana Chamonix si trasforma nella capitale internazionale della disciplina: arrivano atleti da ogni continente, campioni professionisti, amatori e migliaia di appassionati.

Le competizioni principali sono OCC, CCC e UTMB, rispettivamente nelle categorie 50K, 100K e 100M dell’UTMB World Series.

La CCC è quindi molto più di una semplice gara di 100 chilometri: è una finale mondiale della categoria 100K, capace di richiamare alcuni dei migliori specialisti internazionali.

La gara regina, l’UTMB, porta invece gli atleti ad affrontare circa 174 chilometri e quasi 10.000 metri di dislivello positivo intorno al Monte Bianco.
Carmela ha affrontato i 170 km nel 2024 e 2025 sempre ottenendo il secondo posto di categoria.

È anche questo che rende l’evento così famoso: non soltanto la distanza, ma la combinazione tra montagna, tecnica, resistenza, internazionalità e una partecipazione popolare straordinaria.

Quando la gara diventa una sfida mentale.

Per Carmela, però, dietro ai numeri rimane soprattutto l’esperienza umana.

«Ci sono gare che si corrono con le gambe e gare che si finiscono con la testa. La mia CCC è stata sicuramente una di queste».

Dopo ore di pioggia e con i piedi ormai cotti la gara diventa una prova di resistenza mentale.

Ma fermarsi non era nei programmi.

Il traguardo di Chamonix è arrivato dopo 23 ore e 45 minuti.

E con lui il secondo posto nella categoria F60-64.

Un risultato che assume un significato particolare non soltanto per il piazzamento, ma per il modo in cui è stato conquistato e soprattutto alla sua età. 63 anni.

Nell’ultratrail, soprattutto quando la gara supera le venti ore, non vince soltanto chi corre più forte.

Vince anche chi sa resistere, adattarsi, soffrire e continuare.

Da San Giovanni Rotondo alle grandi montagne.

Quella di Carmela Vergura è una storia sportiva costruita negli anni.

Originaria di San Giovanni Rotondo, insegnante di Scienze Motorie, atleta e coach di trail running, ha dedicato una parte importante della propria vita allo sport e alla montagna.

Oltre 25 anni di corsa sui sentieri, centinaia di gare e quattro partecipazioni al Tor des Géants hanno costruito un bagaglio di esperienza che oggi Carmela mette anche a disposizione degli atleti che segue come coach.

La sua attività sportiva non si è fermata con il passare degli anni. Al contrario, continua a misurarsi con alcune delle gare più impegnative del panorama internazionale.

E il risultato della CCC ne è una nuova testimonianza.

Una medaglia che porta con sé il nome di San Giovanni Rotondo fino ai sentieri del Monte Bianco.

E che racconta, ancora una volta, come nella corsa e forse ancora di più nell’ultratrail il traguardo non sia soltanto il punto in cui si arriva, ma tutti i passi che si è scelto di fare per raggiungerlo.

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