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14 Jul

“Estratto” La mostra personale da non perdere a Magliano in Toscana Dell’artista Salvatore Marchesani

C’è tempo fino al 2 agosto per immergersi nell’atmosfera sospesa e ancestrale di “Estratto”, la mostra personale di Salvatore Marchesani ospitata nel cuore di Magliano in Toscana. Un progetto espositivo intimo e potente che riesce a tessere un filo invisibile, ma indissolubile, tra due terre straordinarie: la Maremma toscana e il Gargano.

Un’inaugurazione travolgente: il calore e l’entusiasmo del pubblico

La presentazione della mostra è stata un autentico successo, segnata da un entusiasmo vibrante che ha riempito gli spazi espositivi ben oltre le aspettative. Fin dai primi momenti, si è respirata un’energia speciale: non una cerimonia formale e ingessata, ma un momento di autentica festa e profonda partecipazione emotiva da parte dei cittadini, dei visitatori e dei tanti addetti ai lavori.
A scaldare l’ambiente è stata la straordinaria alchimia tra i presenti. La curatrice Maria Grazia Londrino ha guidato il pubblico dentro la poetica delle opere con una passione contagiosa, supportata dal valore unico dato dalla prestigiosa e autorevole presenza del celebre storico dell’arte Claudio Strinati, la cui vicinanza intellettuale ed estetica al progetto ha conferito un immenso prestigio a tutta la manifestazione.
Il momento più emozionante e significativo dell’inaugurazione è stato sancito da un nobile gesto dell’artista: Salvatore Marchesani ha voluto omaggiare e ringraziare la cittadinanza consegnando alla comunità di Magliano in Toscana, proprio nelle mani della vicesindaco Tamara Fattorini e alle prestigiosi presenze del vicepresidente della provincia di Grosseto Valentino Bisconti, e della curatrice Maria Grazia Londrino, un suo splendido dipinto dal titolo “Spazio arcaico tra memoria e mito”. L’opera fa esplicito e poetico riferimento al secolare Albero dell’ulivo detto della strega, il maestoso simbolo naturale del territorio, suggellando così, davanti alle massime cariche locali, un legame indissolubile tra l’arte del pittore e le radici storiche del borgo maremmano. Il vero cuore dell’entusiasmo si è palesato negli occhi di chi guardava le opere: un coinvolgimento totale che ha consacrato la mostra come l’evento centrale dell’estate culturale maremmana.

Un dialogo tra territori e uliveti

Il cuore pulsante dell’esposizione risiede nella cultura degli uliveti, simboli universali di resistenza, storia e connessione con il territorio. L’artista si è aggiudicato questo prestigioso palcoscenico espositivo in quanto vincitore del Premio d’Arte Contemporanea istituito all’interno della rassegna, intitolato alla memoria dei due stimati artisti Manlio Amodeo e Savina Tavano.
La pittura di Marchesani compie una vera e propria distillazione concettuale attraverso undici opere polimateriche a tecnica mista dedicate al paesaggio , con gli ulivi elementi iconici dei dipinti . Il fulcro teorico e l’essenza stessa di questo percorso sono magistralmente descritti dalla curatrice Maria Grazia Londrino nel suo saggio critico:
“La personale estratto di Salvatore Marchesani abita il tempo lento delle sostanze. Non si limita a mostrarsi matura. Come le olive raccolte all’alba, anche queste opere nascono da una pressione silenziosa, da un peso esercitato sulla memoria finché qualcosa finalmente affiora. Il titolo non indica soltanto un gesto tecnico, è un atto agricolo, quasi rituale. Estrarre significa macinare la superficie del mondo per ottenere ciò che non è immediatamente visibile. Prima la raccolta, l’esperienza vissuta, poi la frangitura, la frattura dell’immagine, la gramolatura, il rimescolamento della coscienza ed infine la separazione. Dal torbido emerge una luce densa, viscosa, viva. Così nasce la pittura di Marchesani.”
Nelle sue opere l’olio e l’ulivo diventano così principio ontologico, metafora di un’identità rintracciata nel profondo: una densità “agricola” volutamente opposta alla liquidità e alla rapidità del mondo digitale.

Un grande progetto corale

La forza di questa esposizione nasce anche dalla solida rete istituzionale e organizzativa che l’ha resa possibile. L’evento si inserisce come fulcro della seconda edizione di Magliano Contemporanea, un progetto di valorizzazione fortemente promosso dal Comune di Magliano in Toscana con in testa il sindaco Gabriele Fusini e la vicesindaco Tamara Fattorini, entrambi fermamente convinti del valore della cultura come motore di sviluppo e coesione territoriale.
La direzione artistica, la curatela della mostra e del catalogo (oltre alla produzione esecutiva) sono firmate da Maria Grazia Londrino, la cui determinazione ha saputo unire la ricerca artistica contemporanea alle eccellenze identitarie della comunità locale. Un ringraziamento speciale e un plauso d’eccellenza vanno a Federico Strinati fondatore insieme a Claudio Strinati di Dialogues, raccontare l’arte (Formia), la prestigiosa realtà che ha curato la produzione generale della mostra e il cui prezioso supporto è stato fondamentale per il perfetto coordinamento e la riuscita dell’allestimento.
Un pensiero colmo di gratitudine e rispetto è rivolto a Manlio Amodeo e Savina Tavano, il cui supporto, memoria e profondo legame con la comunità rappresentano l’anima e il valore umano del premio d’arte istituito all’interno della rassegna. Ad impreziosire infine la splendida cornice culturale dell’evento, oltre alla partecipazione dello storico dell’arte Claudio Strinati, si è unita anche la figura di Pippo Franco testimone d’eccezione dell’importanza di far dialogare le diverse arti del nostro Paese.

Perché visitarla

La mostra si distingue per una rara sensibilità poetica che invita alla lentezza e alla contemplazione. Magliano in Toscana, custode del leggendario Albero dell’ulivo detto della strega, si conferma il palcoscenico perfetto per questo tipo di narrazione, celebrando un incontro tra geografie diverse sotto il segno della bellezza, della luce e della memoria culturale

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