00:00:00
24 Feb

Addio a Mario, il “trentino garganico”

Non era un archeologo di professione, ma qualcosa di più raro, un uomo che amava profondamente una terra non sua, e proprio per questo la osservava con occhi sempre freschi, sempre meravigliati.

Lo scorso 19 febbraio il Gargano ha perso uno dei suoi più grandi estimatori. Per oltre sessant’anni Mario Fabbri ha esplorato, amato e valorizzato questa terra, raccontandola con passione e rispetto. Sessant’anni di camminate, di mappe piegate e ripiegate mille volte, di scarpe consumate su tratturi e pietraie.

Ogni toponimo che gli suscitava curiosità diventava per lui un invito irresistibile, un nome, un riferimento dimenticato in un documento antico, e Mario era già in marcia, zaino in spalla, pronto a scoprire cosa si celasse oltre il prossimo costone.

Nel corso di queste esplorazioni il Gargano gli ha restituito doni straordinari, pitture parietali nascoste nelle grotte, dolmen silenziosi tra la macchia, luoghi che la memoria collettiva aveva quasi dimenticato e che lui restituiva alla luce con la cura di chi sa di avere tra le mani qualcosa di prezioso e fragile.

Non era un archeologo di professione, ma qualcosa di più raro, un uomo che amava profondamente una terra non sua, e proprio per questo la osservava con occhi sempre freschi, sempre meravigliati.

Nelle pagine de Il Gargano Nuovo invitava tutti gli abitanti ad amarla e a preservarla. Scriveva con la stessa gentilezza con cui camminava, senza fretta, senza arroganza, con il rispetto di chi sa di essere ospite in una casa antica e meravigliosa.

“Il trentino garganico”, così amava definirsi, aveva fatto del Gargano la sua seconda patria.

Ha lasciato un segno profondo in chiunque abbia avuto il piacere e l’onore di incontrarlo. Amico sincero, grande conoscitore del territorio, uomo di profonda cultura e di una gentilezza spiazzante: un vero signore, come lo ricordano in molti.

Tutti gli amici del Gargano si stringono nel suo ricordo. Siamo certi che ora nessun ostacolo potrà più impedirti di percorrere, ancora una volta, i sentieri più impervi e meravigliosi della tua terra d’adozione.

Cammina leggero, Mario.

Severino e Raffaella

Lascia un Commento

Da altre categorie