Di Angela Russo

Quando pensi a San Giovanni Rotondo lo associ immediatamente alla figura di Padre Pio, al Santuario e alle folle di pellegrini. Ed è normale, è quello che il mondo conosce di questo angolo del Gargano.
Ma io qui ci sono nata. E so che esiste un paese che respira ancora con il ritmo di una volta. Questo articolo nasce dalla voglia di raccontarti il mio San Giovanni Rotondo – quello dei vicoli stretti, delle botteghe che profumano di tradizione, del Natale semplice che sa ancora di sacro. Quello che vive nella memoria e nel cuore di chi, come me, è cresciuto qui.
- Il centro storico: un patrimonio da ri-scoprire
Chi arriva nel mio paese si ferma solo alla visita del Santuario, ma nessuno sa che esiste un centro storico dove i vicoletti si stringono tra case in pietra bianca, le scalinate irregolari raccontano di millenni di passi, piccoli cortili custodiscono storie di famiglie, fatiche, resilienza.
Ma devo essere onesta con te: questo centro storico non viene valorizzato come meriterebbe. Molte case sono state abbandonate o vendute, molti portoni murati. Camminando per questi vicoli vedi il contrasto tra la potenza del Santuario e l’abbandono di questo patrimonio storico a pochi passi di distanza.
È una ferita che fa male a chi, come me, è cresciuto qui. Eppure, nonostante tutto, resiste ancora un’anima. Qui anche d’inverno, quando le giornate si accorciano, ogni tanto vedi le nonne che siedono ancora sui gradini, anche col freddo, perché quello è il loro modo di presidiare il quartiere, di mantenere viva una comunità che rischia di scomparire.
- Le botteghe: il cuore della tradizione
Una delle cose che amo di più del mio paese sono le botteghe artigiane. Non i negozi turistici, ma quelli veri. Quelli dove entri e ti senti subito a casa, dove il proprietario ti chiama per nome e ti chiede “come va a Bologna?”.
I forni storici dove i taralli vengono ancora fatti a mano, seguendo ricette tramandate di generazione in generazione. Il profumo del pane e dei “propati”, tipici taralli dolci alla cannella, si espande in tutto il quartiere e lì sento di essere davvero a casa. Niente confezioni patinate, li avvolgono nella carta e te li danno così.
I caseifici tradizionali: caciocavallo podolico, mozzarelle, ricotte fresche di una bontà divina e che sanno di pura genuinità. Qui non compri solo prodotti, compri tradizioni e sapori che altrove non esistono più.
E poi le cantine dove l’olio del Gargano ti viene versato direttamente dalla damigiana per fartelo assaggiare. Olio che sa di ulivi secolari, di sole pugliese, di aria e di vento. Non è solo olio, è identità.
- Il Museo delle Tradizioni Popolari: la memoria del Gargano
Se vuoi capire davvero questo territorio, devi visitare il Museo sull’arte e sulle tradizioni popolari “Michele Capuano”. È un tuffo nella vita contadina del Gargano, quella dei miei nonni, quella fatta di fatica, ingegno e dignità.
Qui trovi gli attrezzi agricoli che hanno lavorato questa terra dura: aratri, zappe, falci che raccontano di giornate infinite nei campi. C’è una grande macchina per mescere il grano. Ci sono gli oggetti di vita domestica, i telai per tessere, i manufatti in legno costruiti a mano.
Ma soprattutto ci sono le testimonianze dei mestieri antichi: il calzolaio, il fabbro, il falegname e molti altri. Ogni oggetto esposto è un pezzo di storia collettiva, un tassello di quella civiltà contadina che troppo in fretta abbiamo dimenticato. Il museo organizza anche laboratori artigianali (uncinetto, cesteria, ceramica) e giochi antichi per grandi e piccini, per rendere vivo il passato.
Quando esco da quel museo, mi sento sempre più connessa alle mie radici. E credo che questo valga anche per chi, come te, cerca esperienze di viaggio che vadano oltre la superficie.
- Il Natale a San Giovanni Rotondo: semplice e autentico
Il periodo natalizio qui ha un sapore particolare. Niente luminarie esagerate, niente mercatini finti-tirolesi. Il Natale a San Giovanni Rotondo è semplice, nel senso più nobile del termine. I presepi allestiti nelle case sono piccoli capolavori di fede e artigianato. Le decorazioni sono misurate, essenziali.
Le famiglie si riuniscono nelle case, non nei ristoranti alla moda. Il mio paese a Natale lo vivo con i miei affetti più cari, i miei genitori, i miei fratelli, gli amici di una vita. In questo clima di autenticità ritrovo il senso più profondo del Natale: quello della condivisione, del puro piacere di stare insieme.
5 Perché visitare San Giovanni Rotondo
Chi viene a San Giovanni Rotondo e si ferma solo al Santuario, perde la vera natura di questo posto. Vieni per camminare nei vicoli del centro storico, vieni per assaggiare i prodotti nelle botteghe autentiche, vieni per scoprire al museo come si viveva qui cent’anni fa. Vieni per conoscere il suo Natale, per ritrovare quella semplicità che nelle grandi città abbiamo perduto.
Nessuno ne parla e il paese si è un po’ spento sotto i riflettori che girano tutti intorno a San Pio. Ma sono certa che il paese potrebbe riacquistare valore.
San Giovanni Rotondo non è un paese turistico nel senso classico del termine. Non ha attrazioni patinate. Ha qualcosa di più prezioso: l’autenticità. Ed è proprio questo che lo rende speciale per chi cerca territori da scoprire nella loro essenza più pura.
- Consigli pratici per la visita
Quando andare: il periodo natalizio offre un’atmosfera particolare, ma trovandosi a 600mt di altitudine è spesso ventoso e molto freddo. La primavera è perfetta per godersi anche i paesi vicini nel Gargano. D’estate può essere un’ottima pausa dal caldo e dalle folle delle località più turistiche.
Come arrivare: in treno fino a Foggia e poi con un bus della compagnia Sita Sud che effettua corse quasi ogni ora. Il mio consiglio però è di avere un auto e poter girare anche nei dintorni. Ti lascio qui un link (https://www.discovercars.com/it?a_aid=Oltrelerotte) dove puoi noleggiarla a prezzi molto convenienti.
Cosa portare a casa: olio extravergine del Gargano, taralli artigianali, caciocavallo, mozzarelle, scamorze. In paese ci sono un sacco di botteghe storiche, non turistiche. E mangiare nelle trattorie del centro storico.
Quanto tempo dedicare: mezza giornata è sufficiente per il centro storico e il museo. Se vuoi vivere il paese con calma, anche una giornata intera.
Il mio invito
Questo è il mio paese natale. Non è perfetto, non è esotico. Ma ha un’anima che resiste, una comunità che vive e che avrebbe bisogno di sfruttare di più le proprie potenzialità.
Quando vieni la prossima volta sul Gargano, fermati qui prima di andare nelle località più famose. Posti così vanno protetti, raccontati, visitati con rispetto.
Scrivimi, ti darò tantissimi consigli e informazioni da vera local e magari ci incontreremo proprio qui.
Angela Russo
Instagram: @oltrelerotte https://www.instagram.com/oltrelerotte/
Blog:www.oltrelerotte.com
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