C’è una Puglia che cresce lontano dai riflettori delle mete più affollate. È la Puglia dell’entroterra, dei cammini, delle montagne e dei borghi autentici. Ed è proprio in questa traiettoria che la provincia di Foggia si afferma come uno dei territori simbolo del nuovo equilibrio turistico regionale delineato alla 46ª BIT di Milano.
I dati del Report sui flussi turistici 2025, presentati dalla Regione Puglia e da Pugliapromozione, raccontano una crescita complessiva a doppia cifra: oltre 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del +13% e del +10% rispetto al 2024. Ma accanto ai numeri generali, emerge un dato strategico: la crescita non riguarda più soltanto le destinazioni tradizionalmente più note, ma coinvolge in maniera significativa territori come la Capitanata.
Foggia tra mare, montagna e cammini
La provincia di Foggia incarna perfettamente la visione illustrata dal presidente Michele Emiliano e dal presidente Antonio Decaro (nel quadro istituzionale regionale): un turismo capace di distribuire i flussi, alleggerire le aree sature e valorizzare le potenzialità ancora inesplorate.
Dal Gargano ai Monti Dauni, passando per il Tavoliere e le Isole Tremiti, il territorio foggiano offre un mosaico di esperienze coerente con la domanda di turismo esperienziale e sostenibile che sta trainando la crescita internazionale (+25% gli arrivi dall’estero, +23% le presenze straniere).
Il Gargano continua a rappresentare un punto di forza, ma oggi l’attenzione si amplia: crescono l’interesse per i cammini religiosi legati a San Pio e a Monte Sant’Angelo, le esperienze naturalistiche nel Parco Nazionale del Gargano, il turismo lento nei borghi dei Monti Dauni e le attività outdoor tra trekking, ciclovie e percorsi enogastronomici.
Un modello meno stagionale
Uno dei segnali più incoraggianti riguarda la destagionalizzazione. In Puglia, tra aprile e maggio 2025 gli incrementi hanno toccato punte del +30%, mentre anche l’autunno e perfino dicembre (oltre 500mila presenze regionali) mostrano un consolidamento del turismo fuori stagione.
Per la provincia di Foggia questo significa opportunità concrete: la primavera e l’autunno sono stagioni ideali per il turismo naturalistico sul Gargano, per i cammini spirituali e per la scoperta dei piccoli centri dell’entroterra. Un’offerta che si integra con la strategia regionale di puntare su Sport, Natura e Benessere, accanto a Mare, Cultura ed Enogastronomia.
Internazionalizzazione e nuove opportunità
Il tasso di internazionalizzazione della Puglia ha raggiunto livelli storici: il 45% degli arrivi è rappresentato da turisti stranieri. Francia e Germania restano mercati consolidati, mentre gli Stati Uniti guidano l’extra-Europa. Crescono anche i flussi dall’Est Europa e dal Sud America.
Per la Capitanata, storicamente forte sul mercato domestico e sul turismo religioso, si apre così una fase nuova: intercettare visitatori internazionali interessati a esperienze autentiche, meno affollate e profondamente identitarie. In questo scenario, il potenziamento delle infrastrutture, dei collegamenti e della comunicazione sarà decisivo.
Ricettività in evoluzione
Il report evidenzia una crescita sia dell’alberghiero (+7% arrivi, +6% presenze) sia dell’extra-alberghiero (+14% arrivi, +10% presenze), con un boom delle locazioni turistiche (+28% arrivi, +25% presenze). Anche in provincia di Foggia si registra un rafforzamento dell’offerta diffusa: B&B, masserie, case vacanza e strutture nei borghi stanno intercettando una domanda sempre più orientata verso soluzioni flessibili e immersive.
La sfida: equilibrio e comunità
“La Puglia che non è ancora stata fotografata e replicata all’infinito” – come sottolineato durante la conferenza – è quella che può diventare il motore dei prossimi anni. Per Foggia significa trasformare la propria varietà territoriale in una leva di sviluppo equilibrato, evitando concentrazioni eccessive e generando valore per le comunità locali.
Il turismo, in questa visione, non è solo crescita numerica ma strumento di riequilibrio territoriale. Per la Capitanata si tratta di una sfida cruciale: consolidare il ruolo del Gargano senza sovraccaricarlo, rilanciare i Monti Dauni, integrare agricoltura, cultura e accoglienza, e costruire un racconto riconoscibile tutto l’anno.
Se esiste una “Puglia inattesa”, come affermato alla BIT, la provincia di Foggia ne è una delle espressioni più autentiche. Ed è proprio da qui che potrebbe partire la nuova stagione del turismo regionale: più diffuso, più sostenibile, più vicino ai territori.







