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05 Mar

Padre Gerardo, un angelo terreno al servizio di Padre Pio

 ERA solito parlare con la voce bassa, mite, dal carattere buono, ma forte nella radice che gli sorreggeva il corpo malato di cuore. Quante lettere mi scriveva, quando vivevo in Toscana, quanti dubbi mi sollevava in quella distanza che ci separava, quante risposte in quel straordinario epistolario. Ricordo pubblicò due mie scritti di esperienze particolari su ‘Voce di Padre Pio’ che oggi sono conservati all’archivio del convento: li teneva custodite lui personalmente.Un giorno mi disse parole davvero belle su un accaduto che si verificò puntualmente: –

Tutto incominciò anni fa ma non tanti, quando il padre era vice postulatore della beatificazione e canonizzazione di Padre Pio, quel benedetto giorno che mi invitò nella sua sede del giornale dove fra Gerardo era direttore; ricordo bene era un’anima che parlava sulla terra ma con il resto dell’ora con il resto dello spirito era rivolto in un mondo tutto suo e che mondo, il suo sguardo penetrante dal lieve sorriso arguto, era dotato di una grande intelligenza e senso dell’ospitalità, in quella visita, accompagnato da mia moglie, era apparsa la persona più semplice mai incontrata prima.

Serio, col volto sereno ma un po’ stanco per la mole del grande lavoro che stava svolgendo per il Santo del Gargano, nonostante la malattia che lo perseguitava ma con la grazia del cielo, lui, tranquillo come se non avesse nulla, come se non fosse stato operato di cuore, cosa che mi sbalordiva. Dopo discorsi costruttivi e laboriosi ci accarezzò con una santa benedizione e ci fece omaggio di due cuoricini originali in legno, dicendoci : – Abbiate cura di voi e non vi separate mai da questi regali. Alla fine ci congedò ma questa volta con un largo sorriso e rivolto a me disse: -Non ti preoccupare tornerai a casa, tornerai dalla tua cara Toscana e approderai a casa come su una barca. Il fatto finì lì.

Poi mi raccontò di quando veniva a scrivere giù al Convento dei Cappuccini di Cala Fico di Manfredonia,dove scrisse centinaia di libri ,descriveva quel luogo come un miracolo del mare pulito un panorama di un grande eccezione quella veduta della finestra del suo studio proprio affacciato sugli scogli di quel posto favoloso che riguardava gli anni ’72 ,subito la morte del Santo Frate stimmatizzato del Gargano.Oggi caro padre Gerardo ti ricordo con tutto il cuore perché so che anche tu meriti la beatificazione,per i tanti meriti e per le tue grazie tenute ancora nei cassetti.

Poi a distanza di giorni: una bella notte sognai di trovarmi a fare grande fatica per recarmi a Manfredonia, stranamente attraversando via mare, proprio come mi disse il padre Gerardo, in uno strazio atroce e doloroso, dopo tutto questo mi trovai nella zona delle Saline che io riconobbi in Barletta, dopo di lì mi ritrovai di nuovo a casa, dalla parte di un torrente che affluisce al mare di Siponto,poi Aggiunse: – Tu adesso puoi fare tutto quello che vuoi, il Padre Pio veglia i tuoi occhi

Esattamente un mese dopo venni trasferito davvero a Barletta e in seguito.

Di Claudio Castriotta

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