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14 Aug

CRISI IDRICA: IL CONSORZIO DI BONIFICA DEL GARGANO IN PRIMA LINEA

Le ondate di calore che stanno interessando anche la Puglia hanno fatto scattare l’allarme nel settore agricolo-zootecnico, per le produzioni, e nel settore forestale per il pericolo di incendi. Michele Palmieri, presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, ha dichiarato: “Continuo è il confronto con l’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue), con la Regione Puglia e con il Parco Nazionale del Gargano nella gestione della crisi idrica in corso ma anche per programma interventi utili ad affrontare un futuro incerto. La mia recente partecipazione all’Assemblea nazionale ANBI, insieme al vicepresidente Tabacco, ci ha consentito di conoscere in anteprima il prossimo CIS Acqua. Il CIS acqua è un Contratto istituzionale di Sviluppo che “interverrà con investimenti significativi e mirati sull’intero ciclo dell’acqua: lo sfruttamento sostenibile delle fonti, la depurazione delle acque reflue, la gestione integrata delle risorse idriche superficiali e sotterranee per usi civili e agricoli”, ha annunciato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, in un messaggio inviato all’assemblea dell’ANBI, l’associazione che rappresenta i Consorzi di bonifica, riunita il 5 luglio a Roma.

Come Consorzio l’impegno è massimo con tecnici e acquaioli al lavoro giorno e notte per gestire al meglio i turni irrigui. Quanto sta accadendo ci fa capire ancora una volta che dobbiamo riprendere a fare scelte coraggiose e programmare nuove opere che ci consentano di rispondere alle esigenze di sicurezza e crescita del territorio. La direzione è quella che stiamo perseguendo con gli uffici di progettazione interni, ai quali saranno presto affiancati professionisti esterni,  grazie ai quali sono state raccolte le esigenze idrauliche del territorio a cui hanno fatto seguito progetti in corso di realizzazione e in attesa di finanziamento. Programmazione questa che continuerà nel prossimo futuro in stretta collaborazione con i comuni per il recupero delle acque reflue, la costruzione di nuovi piccoli laghetti di accumulo delle acque piovane (anche di fogna bianca), il restauro delle cisterne tradizionali (piscine) sparse su tutto il territorio garganico, l’attrezzamento dei pozzi esistenti ed il restauro con contestuale valorizzazione delle sorgenti”.

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