00:00:00
19 May

Casa Sollievo della Sofferenza,quattro ricercatrici a lavoro nella notte delle bombe

La scorsa notte coloro che hanno attaccato l’Ucraina – ha scritto Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza – hanno lavorato duro per distruggerci, per far soffrire la gente e l’umanità. Mentre, nello stesso momento, qualcun altro ha lavorato duramente per cercare di alleviare la profonda sofferenza di pazienti disperati

Quattro ricercatrici a lavoro nella notte delle bombe

“La scorsa notte ho seguito con grande attenzione l’attacco russo alla centrale nucleare in Ucraina. Ero in piedi perché assistevo un gruppo di giovanissime ricercatrici del mio ospedale, la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che stava lavorando per cercare di estrarre le cellule staminali cerebrali che utilizziamo per mettere a punto le terapie contro le patologie neurodegenerative

Come sempre accade, la disponibilità del tessuto da cui estrarre le cellule si è presentata in maniera inaspettata e a tarda ora. Il tessuto è prezioso e raro, non potevamo permetterci di perderlo, nonostante fossimo molto stanchi e al termine di un intero giorno di lavoro in ospedale. Dalle ricercatrici nessuna lamentela, nessuna esitazione, nessun compenso aggiuntivo se non la solita pacca sulla spalla. Hanno lavorato instancabilmente, come tutte le altre volte. Nel frattempo seguivamo tutti le notizie dell’attacco dell’esercito russo alla stazione nucleare di Zaporizhzhia. La scorsa notte coloro che hanno attaccato l’Ucraina hanno lavorato duro per distruggerci, per ucciderci tutti, hanno lavorato duro per far soffrire la gente e l’umanità. Mentre, nello stesso momento qualcun altro ha lavorato duramente per cercare di alleviare la profonda sofferenza di pazienti disperati. Mi è apparsa subito chiara questa forte contrapposizione: la scienza contro la guerra, la scienza contro i crimini di guerra. Il potere di giovani cuori e le loro ragioni contro la bestialità irrazionale. 

ricercatrici bombe vescovi

Angelo Vescovi, direttore scientifico. Le biotecnologhe dell’Istituto di Medicina Rigenerativa: Daniela Celeste Profico, Lucrezia Abate, Giada D’Aloisio e Maria Ripoli 

Come possono coesistere sullo stesso pianeta le due cose? Esseri umani innocenti vengono uccisi, brutalmente e selvaggiamente, da criminali e dalla follia della loro guerra. Mentre non molto lontano giovani menti brillanti lavorano per migliorare o salvare delle vite. Non mi piace parlare di “guerra insensata”. Perché non esiste una guerra sensata. La guerra, senza giri di parole, è il male. La guerra è la sconfitta ultima del genere umano. Una sconfitta che potrebbe dover essere presto intesa nel senso più letterale del termine. 

Guardo le terribili immagini che arrivano dall’Ucraina e poi guardo la determinazione delle ricercatrici che ieri notte hanno lavorato duramente. Il male e il bene, la guerra e la scienza. Abbiamo bisogno di altri esempi come quello di queste ricercatrici. Abbiamo bisogno di maggior supporto a questo modo di agire, abbiamo bisogno di ragionare come questi giovani scienziati. Il peggio che possa capitare è un mondo migliore. Retorica? Io non credo. A chiunque pensi il contrario dico: per amore del Noi, abbandona questo dannato cinismo”. 

Angelo Vescovi, direttore scientifico dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza

Da altre categorie