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07 Aug

È stato pubblicato il nuovo libro dell’autore sipontino Giacomo Telera, Fuochi e Rivele di Manfredonia

È stato pubblicato il nuovo libro dell’autore sipontino Giacomo Telera, “Fuochi e Rivele di Manfredonia (1597)”, primo volume della nuova collana del Centro Studi Storico Archeologici del Gargano, “Ύρια, fonti storiche, artistiche, archeologiche e documentali della Puglia”. La collana (patrocinata dall’Università degli Studi del Salento) nasce dall’esigenza di pubblicare quelle fonti numerose e spesso sconosciute, custodite negli Archivi di Stato, in quelli diocesani, nelle varie biblioteche italiane ed estere, che trattano del Gargano e della Puglia in generale. Inoltre, si avvale di un comitato scientifico composto da esperti in diversi campi, dalla paleografia e diplomatica alla storia dell’arte.

La pubblicazione ha come oggetto la trascrizione e l’analisi di un documento di 86 fogli, rinvenuto presso l’Archivio di Stato di Napoli, che fornisce un quadro della situazione sociale, economica e demografica della città di Manfredonia alla fine del sec. XVI, nel periodo antecedente al sacco turchesco.

Nel testo vengono numerati e descritti i fuochi, ovvero i nuclei familiari presenti nella città sipontina nel 1597, nei quali emergono i vari mestieri dei cittadini, i possedimenti di enti pubblici, di istituti ecclesiastici e di privati, gli incarichi pubblici di alcune personalità cittadine e gli incarichi dei militari. Inoltre, offre importanti informazioni per vari tipi di studio, come quello relativo ai possedimenti dei conventi, dei monasteri e delle istituzioni religiose sipontine. Il volume presenta le immagini del manoscritto originale (gentilmente concesse dall’Archivio di Stato di Napoli), quelle di un altro manoscritto custodito nella Bibliothèque nationale de France e, in copertina, la città sipontina rappresentata in un manoscritto di fine ‘400 (Fasciculus temporum) conservato nella Morgan Library di New York. È corredato da una corposa bibliografia e dall’indice dei nomi e dei luoghi. Se è vero che quasi tutti i documenti della città andarono distrutti durante l’assedio dei turchi, è pur vero che si può ricostruire la storia della città facendo ricerche nei vari archivi italiani e stranieri.

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