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27 Oct

Giovanni Ritrovato presenta: “Tappe di un cammino”

Giovanni Ritrovato si racconta a Sangiovannirotondofree:

nessuna presunzione nel voler descrivere queste note autobiografiche che vogliono essere soltanto lo specchio di una vita intensamente vissuta, fino a quando sono andato in pensione, dalla scuola e dalla vita politica; quella sociale è continuata.

Sono terzo di 5 figli, nato in una modesta famiglia durante il periodo della seconda guerra mondiale. Mio padre Salvatore ha lavorato presso Montedison che estraeva bauxite a San Giovanni Rotondo. Chi aveva un lavoro fisso a quei tempi, si diceva che era fortunato e ricco perché portava lo stipendio a casa. Incoraggiato dai miei genitori ho completato gli studi presso l’Università di Bari conseguendo la laurea in Pedagogia.

Fin da giovane ho partecipato alla vita sociale e politica della mia città. Il mio segreto, inconsapevole, è stato quello di offrire la mia disponibilità verso chiunque ne avesse bisogno.

Il mio costante lavoro soprattutto nell’attività politica è valso per la candidatura in ben 8 campagne elettorali, oltre a quella provinciale, sempre eletto ai primi posti. In 30 anni di vita politico-amministrativa molto attiva ( infatti sono il più longevo degli eletti al consiglio comunale nel comune di San Giovanni Rotondo), ho ricoperto tutti gli incarichi. Molte opere realizzate in San Giovanni Rotondo portano la mia firma. Non ho risparmiato ad andare a Bari da quando è nata la Regione Puglia nel 1970 a bussare a denari per risolvere i problemi della mia città.

Era quasi prassi che ogni dieci o quindici giorni, insieme ad altri amministratori, puntualmente ero a Roma alle ore 9.00 del mattino dietro la porta del Ministero della Cassa del Mezzogiorno, dove la Dottoressa Curci di Ascoli Satriano, devota di Padre Pio, ci aiutava a sbrigare le patiche del Comune di San Giovanni Rotondo. Padre di cinque Figli, di cui due, Dario e Annalucia morti in giovane età. Nel 1982 ho fondato l’Associazione AGEDHA ( Associazione di genitori con figli portatori di handicap) in Via Cadorna n 12, dove i ragazzi meno fortunati si riunivano, s’incontravano e avevano la possibilità di scambiarsi le loro sofferenze; avevano, inoltre momenti di gioia, alleggerendo così il peso delle loro famiglie.

Mi rendo conto che avrei potuto fare di più per questi ragazzi, ma la burocrazia e gli impegni erano molto onerosi. Nel 1996 Benito Ripoli e Giulio Siena mi invitarono a organizzare il secondo Premio Bisanum alla solidarietà per i ragazzi dell’ AGEDHA. Con altri amici abbiamo fondato l’associazione Bisanum della quale io ero Presidente; abbiamo organizzato sei edizioni. Per i ragazzi erano 3 giorni indimenticabili di grande contentezza, di incontri con i cantanti della televisione e di altri personaggi importanti del mondo dello spettacolo. Abbiamo ospitato e premiato personaggi come Sergio Zavoli, Franco Zeffirelli, Renzo Piano, Gigi Proietti.

La premiazione si svolgeva in un teatro tenda dalla capienza di 1500 persone, ogni anno verso la fine di gennaio. Nel 1998 avendo maturato 35 anni di servizio a scuola, come professore, ho deciso di andare in pensione, stanco e reduce di una vita piena di difficoltà familiari e di impegni politici.

Queste note “Tappe di un cammino” fanno parte della mia vita.

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