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21 Mar

1970-2020 Cinquantanni di Eco del Gargano

[ 1970-2020 Cinquantanni di Eco šŸŽ¼šŸ’ƒšŸšŒšŸŒšŸ’ƒ]

In questo anno funesto sono pochi gli eventi belli e felici da ricordare e tra questi vogliamo annoverare il cinquantesimo anniversario della nascita del gruppo folk Eco del Gargano.

“L’Eco rappresenta ormai un’istituzionešŸŽ–per il nostro paese, icona della nostra cultura tradizionale,aggregazione sociale di tantissimi giovani e meno giovani che hanno investito parte del loro tempo nel portare avanti negli anni questo progetto, con tanta passione e ognuno con le proprie peculiaritĆ .
Nella mia esperienza personale, quasi ventennale, conservo ricordi di esperienze šŸŒ, storie, viaggi 🚌, incontri,amicizie,”comparizie”,che hanno segnato la mia gioventù e che porterò sempre nel cuore ā¤ļø.
La mia passione per la musica tradizionale e popolare mi ha spinto a dedicare molto tempo alla cura musicale, alla composizione di canzoni, ai lavori discografici, dando un taglio personale.

Per questa ricorrenza ho voluto omaggiare la storia dell’Eco,musicando un testo del compianto dott. Michele Capuano,che descrive in pochi versi la bellezza delle figure (“la pacchianella” e “lu cafone”) caratterizzanti del gruppo e contemporaneamente, sprona a non fermarsi nel portare nel mondo cotanta bellezza racchiusa anche nei canti e nei balli.
La prima versione di questa canzone ĆØ contenuta nel cd inciso nel 2010 “Gargaros”,mentre in questo video l’arrangiamento ĆØ destinato all’Orchestra Popolare di San Giovanni Rotondo,che ha voluto unirsi in modo spontaneo a questo omaggio, anche perchĆ© molti elementi hanno fatto parte del gruppo.

Un ringraziamento particolare va all’amico Matteo D’Apolito – Bass-baritone che ha accettato di buon grado l’invito a partecipare a questo progetto, con una magnifica e personale interpretazione.

AldilĆ  di tutto, certe cose rimangono indissolubilmente impresse nella mente 🧠 e nel cuore ā¤ļø,a livello umano e a livello artistico, soprattutto quando ci metti tanta passione, per cui questo omaggio mi sembra doveroso.
Ad Maiora! “

Luigi Pagliara

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