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20 Jan

Maradona, il Dio del calcio

di Antonio Cascavilla

25 novembre 2020, un pomeriggio diverso dagli altri. Alle 17.15 arriva una notizia dall’Argentina alle agenzie di stampa italiane: “Maradona è morto”. Uno shock, un blocco che ferma il calcio. Le notizie corrono sempre più veloci fino a quando arriva la verità. È morto il Dio del calcio. Partiamo dalle origini, da dove tutto è iniziato. Siamo in Argentina.

Lanus è una città a sud di Buenos Aires di circa quattrocentomila abitanti. Fondata il 20 ottobre 1888, la città di Lanus deve il suo nome al generale e politico argentino Lanusse. Nella città, come in tutto il Sud America, lo sport per eccellenza è il calcio. Proprio qui, il 30 ottobre del 1960, nasce un bambino prodigio quello che poi diventerà il Dio del Calcio. Stiamo parlando di Diego Armando Maradona. “El pibe de oro”, era soprannominato così Diego che in spagnolo significa “il ragazzo d’oro”.

A Lanus la squadra di riferimento è il Club Atletico Lanus e ancora oggi milita nella prima divisione del campionato argentino. Diego conosce questa squadra ma è ancora piccolo per poter giocare. Negli anni 70 esce al cinema il film “La febbre del sabato sera” e il nostro Diego comincia a ballare con il pallone e con la divisa dell’Argentinos Juniors. Il ragazzo è forte, allora arriva subito la squadra regina di Buenos Aires, il Boca Juniors. Lo stadio di casa del Boca è “La Bombonera”, caratterizzata da tre anelli e con una tifoseria infuocata ogni partita. Il mondo comincia a mirare questo ragazzo. Il presidente del Barcellona Nunez, senza pensarci troppo, compra Maradona. Saranno due anni di grande calcio. Gli anni passano e il tempo vola.

Così, un certo Ferlaino, prende il primo volo e raggiunge Barcellona. Il presidente partenopeo vuole portare il Dio del calcio a Napoli. Il 30 giugno 1984, Maradona diventa un nuovo calciatore del Napoli. Ora inizia lo show! Saranno sette anni di calcio, spettacolo e passione. Napoli pazza di Maradona.

Ogni maledetta domenica lo stadio San Paolo era gremito di gente, tutti volevano vedere il numero dieci. La prodezza di Maradona si trova nell’archivio dei Mondiali di calcio in Messico. Era il 22 giugno del 1986, l’Argentina gioca contro l’Inghilterra. Così Diego, per colpire la nazionale inglese che probabilmente era fastidiosa a quel tempo, decide di spingere con la mano il pallone in porta. Il gol venne ribattezzato come la “Mano de Dios”, la rete anti VAR. Vietato annullare il gol a Dio! Che bel calcio avete visto. Diego Armando Maradona è stato il più forte di tutti. Dal Napoli sono passati tanti campioni ma nessuno è stato e sarà come il Dio in maglia numero dieci.

Cesare Cremonini nella canzone “Nessuno vuole essere Robin” dice: “Tutti col numero 10 sulla schiena e poi sbagliamo i rigori” ma noi possiamo sbagliare il fenomeno invece non lo farà mai. Mi raccontavano sempre: “il Napoli di Maradona era uno spettacolo”. Sei stato il gigante, il mago e il Dio dello sport più bello del mondo. Ciao Diego, il calcio ti ringrazia. Io invece mi alzo in piedi e ti dedico novanta minuti di applausi.

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