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16 Sep

Toccante il racconto di un giovane medico sangiovannese

Alessandro ci scrive questo:

“Oggi ho lavorato 13 ore. Durante queste 13 ore ho usato la stessa mascherina chirurgica. All’Ospedale Maggiore di (BOLOGNA) stanno finendo; per prendere una mascherina chirurgica bisogna firmare un apposito modulo di richiesta, con tanto di orario e motivazioni.

Non avrei mai pensato di vivere una “emergenza mascherine”. Il tutto perché vi è stato un uso sconsiderato, folle. Io ho usato la stessa mascherina per ore per evitare che la situazione peggiori, ed è la stessa cosa che hanno fatto in molti.

Oggi abbiamo operato 4 pazienti col cancro, 2 con sepsi a partenza dalle vie urinarie. Non esiste solo il CoVid. Le altre malattie non si fernano.

Le emergenze non si fermano. E, come ho lavorato io, oggi hanno lavorato migliaia di medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici… Ognuno di loro sta lavorando per voi, per un vostro parente.

Ho visto anestesisti e rianimatori stremati, infermieri che dovevano coprire i turni di altri infermieri, chirurghi operare bardati come astronauti, con la stessa mascherina, per ore. Ognuno di loro lo sta facendo per voi. A nessuno di loro piace lavorare più di stare in famiglia, con i figli, con il partner, con gli amici, a casa a vedere un film in pantofole. A nessuno di loro piace l’idea di stare con la mascherina (che, onestamente, serve davvero a poco) per 12 ore filate a lavorare, con l’ansia di beccarsi il virus da chiunque. Tutti loro, tutti noi, stiamo lavorando per voi, per la comunità. Con la stessa cazzo di mascherina per ore.

È il lavoro che abbiamo scelto.

È il nostro dovere.

Voi, per ringraziarli, state a casa. #stateviacasa”

Ho deciso di riproporre questo mio post di una settimana fa (che avevo rimosso per evitare strumentalizzazioni) poiché la situazione è cambiata, ma in peggio.

Le persone continuano ad uscire, a non rimanere a casa. In questo modo il contagio continua imperterrito. Medici ed infermieri con cui lavoravo la settimana scorsa ora sono a casa, ammalati. Prima o poi i medici finiranno; finiranno gli infermieri, finirà il personale sanitario, finiranno i posti letto. Si stanno riarrangiando i reparti per cercare di arginare al meglio questa tragica ondata di ammalati. I coordinatori, il personale sanitario, tutti coloro che lavorano negli ospedali ce la stanno mettendo tutta.

I ragazzi con cui lavoro, gli Specializzandi, stanno facendo di tutto per venire incontro alle esigenze del Santorsola, reinventandosi, imparando cose nuove, mettendo a rischio la propria salute, VOLONTARIAMENTE. Al Maggiore, al Bellaria, al Rizzoli, persino nelle case di cura si sta facendo di tutto per non soccombere.

Voi, ripeto, dateci una mano. State a casa. Basta flash mob, basta applausi. C’è bisogno di azioni concrete. #stateacasa

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