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23 Jan

“Tu scendi dalle stelle” fu composta da Sant’Alfonso Maria de’Liguori nel convento della Consolazione di Deliceto

redazione
20 Dicembre 2019
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Il Santuario di Santa Maria della Consolazione è situato a circa 5 km da Deliceto fu fondato alla fine del ‘400 dal Beato Felice da Corsano e da alcuni suoi confratelli, nel bosco di Valle in Vincolis a circa 5 km dall’abitato di Deliceto, con il contributo del Marchese Piccolomini, è stato ampliato successivamente dai vari ordini che si sono avvicendati nel tempo.

Immerso nella natura, sorge solitario e maestoso, impregnato di storia e avvolto di mistero e spiritualità, “luogo di Santi” che annovera tra tutti: Sant’Alfonso Maria de’Liguori , che li ha composto la pastorale più famosa al mondo “Tu scendi dalle stelle” nel 1754.

Chiamato anche con il nome di ‘pastorale’, il brano ha subito diversi riarrangiamenti nel tempo, ma la sua origine è legata alle melodie della zampogna dei pastori abruzzesi e molisani che conducevano gli armenti a svernare in Puglia durante la transumanza.

Il testo presenta numerose varianti a seconda delle edizioni, frutto in parte di interventi successivi dello stesso autore, ma altre da attribuire senz’altro alla tradizione popolare che presto si impadronì del brano .Il testo racconta dell’annunciazione della nascita di Gesù ai pastori da parte di un angelo.

1. Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,

e vieni in una grotta al freddo e al gelo.

O Bambino mio divino,

io ti vedo qui tremar;

o Dio beato!

Ah quanto ti costò l’avermi amato!

2. A te, che sei del mondo il Creatore,

mancano panni e foco *, o mio Signore.

Caro eletto pargoletto,

quanto questa povertà

più m’innamora,

giacché ti fece amor povero ancora.

3. Tu lasci il bel gioir del divin seno,

per venire a penar su questo fieno. ** 

Dolce amore del mio core,

dove amor ti trasportò?

O Gesù mio,

perché tanto patir? Per amor mio!

4. Ma se fu tuo voler il tuo patire,

perché vuoi pianger poi, perché vagire?

Sposo mio, amato Dio,

mio Gesù, t’intendo sì!

Ah, mio Signore!

Tu piangi non per duol, ma per amore.

5. Tu piangi per vederti da me ingrato

dopo sì grande amor, sì poco amato!

O diletto del mio petto,

se già un tempo fu così,

or te sol bramo

Caro non pianger più, ch’io t’amo e t’amo.

6. Tu dormi, Ninno mio, ma intanto il core

non dorme, no ma veglia a tutte l’ore

Deh, mio bello e puro Agnello

a che pensi? dimmi tu.

O amore immenso,

“un dì morir per te”, rispondi, “io penso”.

7. Dunque a morire per me, tu pensi, o Dio

ed altro, fuor di te, amar poss’io?

O Maria, speranza mia,

s’io poc’amo il tuo Gesù,

non ti sdegnare

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