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26 Sep

Giornata mondiale contro la sepsi

redazione
10 Settembre 2017
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Mercoledì 13 settembre due postazioni per informare i pazienti su una sindrome che causa più decessi del’infarto al miocardio

Giornata mondiale contro la sepsi

Di sepsi, meglio conosciuta come setticemia, si muore e, secondo i dati a disposizione della comunità scientifica, miete più vittime dell’infarto del miocardo.

 

Nella mattinata di mercoledì 13 settembre, per promuovere una maggiore conoscenza dei rischi legati a questa sindrome,medici e infermieri delle unità di Anestesia e Rianimazionedell’Ospedale allestiranno due stand informativi, uno all’ingresso del Poliambulatorio, l’altro adiacente agli sportelli casse/ticket dell’Ospedale.

 

Realizzata con il sostegno della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva, con la partecipazione del Comitato Infezioni Ospedaliere, l’iniziativa rientra nel programma della “Giornata mondiale contro la sepsi”.

 

La sepsi, meglio conosciuta come setticemia, è la risposta anomala ed esagera­ta del nostro corpo ad una infezione batterica che può provocare danni a uno o più organi. È sempre la complicanza di un’infe­zione che può essere anche minore, come una ferita della cute o un ascesso dentale. Colpisce in ogni momento, chiun­que ed ad ogni età. Pur essendo difficile da diagnosticare, deve es­sere trattata in tempi brevi poiché può essere persino letale. I numeri parlano di un numero maggiore di decessi per sepsi che per infarti del miocardio.

Cartolina 1 sepsi

 

 

Per prevenirla è utile vaccinarsi, seguendo le indicazioni del Ministero della Salute, effettuare una corretta igiene delle mani, di eventuali ferite e usando correttamente gli antibiotici sotto consiglio medico. Sopratutto non va sottovalutata l’insorgenza di sintomi caratteristici come: malessere generale, difficoltà respiratoria, pressione bassa, svenimenti, ridu­zione della diuresi, gonfiore degli arti, confusio­ne e disorientamento. In questi casi chiedere subito assistenza al medico curante e recarsi subito in ospedale.

 

Oltre ad informare i pazienti, per ridurre i casi di sepsi è necessario migliorare la consapevolezza a livello delle istituzioni e promuovere forme di standardizzazione del percorso ospedaliero per assicurare una corretta diagnosi e terapia nel più breve tempo possibile.

 

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Una foto dell’edizione 2016 della “Giornata mondiale della sepsi”

Fonte operapadrepio

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