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26 Apr
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Trekking su Monte Saraceno – “Mare-Montagna-Archeologia”

Di Giovanni Luca Russo

 

Un salto nel passato alla scoperta dell’antica necropoli dei Dauni e di uno splendido paesaggio avvolto tra i colori del mare e della montagna di grande importanza paesaggistica ed archeologica.

Monte Saraceno (260m s.l.m.), sito nel settore sud – orientale del Gargano, ricade nel comune di Mattinata (FG), si eleva dal mare attraverso un costone roccioso calcareo di età compresa tra l’Eocene medio – Paleocene (40 – 65 Milioni di anni), rappresenta l’ultimo tratto di dorsale che borda la nota “Faglia di Mattinata” che taglia tutta la parte meridionale del Gargano e prosegue in mare per diversi chilometri avente direzione Est-Ovest (Fig.1).

Il sito ricopre grande valore forestale per la presenza di pinete naturali a Pino d’Aleppo. La zona è ricca di habitat rupestri con flora caratteristica, lembi di macchia mediterranea e piccole distese di praterie steppiche. Importante sito di nidificazione di diverse specie rupicole. Si tratta di uno dei pochi tratti costieri integri e di grande valore paesaggistico, perciò, questa montagna è stata inserita come Sito di Importanza Comunitaria “SIC”.

Il percorso è raggiungibile in macchina dalla S.S.89 Garganica, sia da Manfredonia che da Mattinata, prima della galleria svoltare al bivio per Monte Sant’Angelo e dopo pochi chilometri si arriva al punto di partenza del nostro percorso (Fig.2).

P – Partenza, A – Arrivo

Lasciata l’auto, ci si incammina, per circa 1km (tratto giallo di Fig.2), lungo una stradina brecciata avvolta da pini d’Aleppo, mandorli e carrubi. Volgendo lo sguardo verso Nord si può ammirare l’ampia veduta degli oliveti all’interno della piana alluvionale di Mattinata, la cima di Monte Sacro, che si eleva all’orizzonte, e l’abitato di Mattinata con le sue case bianche posto in rialzo su una collina.

Il primo tratto del sentiero si percorre poco al di sotto della cresta del Monte fino ad arrivare al villaggio – necropoli del IX secolo a.C. dove sono conservate le più mirabili testimonianze della civiltà dei Dauni.

Sono più di 500 le tombe scavate nella roccia calcarea aventi forma di utero o borsa con profondità di 100 – 120 cm e un ampiezza alla base di 90 – 100 cm. L’imboccatura è subrettangolare con dimensioni tra 40 – 70 cm.

Hanno una forma insolita, segno che i corpi dei defunti non vi venivano deposti supini ma rannicchiati o accovacciati, in posizione fetale, come nel grembo materno, secondo i riti delle zone di origine euroasiatiche.

Un terremoto verificatosi nel XVIII secolo provocò il crollo di una torre detta “saracena”, pertinente al sistema difensivo costiero del XV-XVI secolo; questa stessa area, inoltre, è stata profondamente trasformata dagli spianamenti, sbancamenti e terrazzamenti eseguiti dalla Marina Militare per l’edificazione di bunker e casamatte, utilizzate durante la Prima Guerra Mondiale ed oggi in completo abbandono (Nava, Fuligni 1994,pp. 57. 58).

Dopo questo tratto di “Archeotrekking”, proseguendo fino all’antenna ripetitore radio televisivo, si può godere di un ampia veduta a trecentosessanta gradi. Guardando verso Nord-Est e verso Sud-Ovest si possono ammirare le bianche “falesie” dei costoni rocciosi che si immergono in mare. Verso sud, sull’orizzonte marino, si può osservare, nelle giornate limpide, un lungo tratto della costa pugliese meridionale che va ben oltre il golfo di Manfredonia.

La discesa verso la spiaggia, presenta alcune difficoltà nel tratto iniziale, dovute all’acclività del versante (Fig.3) poi prosegue lungo il costone orientale con moderata pendenza, facilmente percorribile.

Equipaggiamento: Scarpe da trekking, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, giacca a vento o impermeabile in caso di pioggia, macchina fotografica e binocolo.

Curiosità del percorso:

  • Distanza: 2.8 Km (Andata)
  • Quota di partenza: 203 m s.l.m.
  • Quota di Arrivo: 1 m s.l.m.
  • Dislivello: 202 m
  • Pendenza media: 10 %
  • Pendenza max: 37 %
  • Tempo di Percorrenza: 3 – 4 h (Andata e Ritorno)
  • Tipo di Percorso: Turistico

 

Si ringrazia per le foto Angela Russo e Raffaele Rinaldi

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