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22 Oct

Undicesimo appuntamento della Rassegna Musicale Internazionale “In Concerto”

Venerdì 23 ottobre 2026, l’evento “OMAGGIO A GAIA. BELLEZZA E FRAGILITÀ” si terrà presso la Sala Convegni Casa Sollievo, a San Giovanni Rotondo.

Questa scelta logistica trasforma l’appuntamento in un’esperienza ancora più intima e partecipata: la sala convegni, concepita come luogo dinamico di scambio e rigenerazione culturale, si presta perfettamente a ospitare una serata che fa della sinergia tra i linguaggi artistici il suo nucleo fondante. Il concerto-spettacolo è infatti strutturato come un vero e proprio tributo alla natura e al pianeta Terra, volto a celebrarne lo splendore primordiale ma anche a metterne in luce la delicata vulnerabilità di fronte alla crisi climatica globale.

Sul palcoscenico saliranno due stimati professionisti e interpreti:

  • Michele Menardi Noguera (flautista)
  • Flavio Menardi (voce narrante)

La struttura dello spettacolo: dieci “stazioni” dall’alba alla sera

L’esibizione rompe gli schemi del classico saggio accademico per abbracciare una formula immersiva. Il pubblico verrà guided lungo un cammino ideale che ripercorre le fasi di una giornata, dall’alba fino a notte fonda. Ciascuna delle dieci “stazioni” previste sarà introdotta dalla lettura di testi e poesie originali e impreziosita da proiezioni video e fotografiche.

Il programma musicale spazia senza timore tra secoli e generi musicali distanti, ricreando i suoni, i respiri e i ritmi dell’ecosistema:

  • Staz. prima: L’alba (poesia) – Claude Debussy (1862–1918): L’itinerario comincia con le note fluttuanti di Syrinx, pietra miliare e assoluta epifania del flauto traverso moderno.
  • Staz. seconda: Caparbiamente (poesia) – Charles Koechlin (1867–1950): Si prosegue con il misticismo pastorale di Nascita della vita, estratto dalla monumentale raccolta Les chants de Nectaire.
  • Staz. terza: Per chi tutto questo? (poesia) – Valerie Coleman (1970): Uno sguardo alla produzione contemporanea d’oltreoceano con la virtuosistica Danza della farfalla mariposa (2008).
  • Staz. quarta: Il merlo nero (poesia) – The Beatles: Il pop si fa arte colta nella celebre Il merlo (Blackbird) dal leggendario White Album del 1968, riletta attraverso la raffinata ed energica versione jazz di David Valentin.
  • Staz. quinta: Primavera (poesia) – Herman Beeftink (1953): Il vigore e il calore ritmico di Flamenco (composta nel 2020).
  • Staz. sesta: Attraverso (poesia) – Ian Clarke (1964–): Una spettacolare escursione nelle tecniche estese del flauto con l’evocativa La grande corsa in treno (1993).
  • Staz. settima: Ma la danza continua (poesia) – Arthur Honegger (1892–1955): Il Novecento storico e la mimica animale si incontrano nella celebre Danza della capra (1921).
  • Staz. ottava: Segni nel cielo (poesia) – Johannes Donjon (1839–1912): La tradizione romantica francese riemerge con Il canto del vento, dagli intensi 8 Etudes de Salon.
  • Staz. nona: L’incanto (poesia) – Dave Valentin (1952–2017): Un raggio di luce latina e brillantezza tecnica con Colpo di sole (Sunshower) (1999).
  • Staz. decima: Ora (poesia) – Béla Bartók (1881–1945): Il congedo notturno è affidato alle suggestioni popolari di A night in the village (1908), presentata in un’inedita e graffiante veste blues.

I protagonisti della serata

La caratura dell’evento è garantita dal profilo d’eccellenza dei due artisti liguri:

  • Michele Menardi Noguera (flauti), originario di Finale Ligure, ha iniziato la sua formazione con il M° Salvatore Scarlata, per poi conseguire con il massimo dei voti il Diploma in Flauto (2007) e in Didattica dello strumento (2009) al Conservatorio Statale “G. F. Ghedini” di Cuneo. Laureato in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS) all’Università di Torino, ha studiato con maestri quali Gustin, Alfano, Pretto e Baiocco. La sua cifra stilistica risente felicemente degli studi sulla “Intuitive music” intrapresi con Markus Stockhausen e Tara Bouman, oltre che della specializzazione nel “Metodo Kodály” sotto la guida del M° A. B. Horvath.
  • Flavio Menardi (voce narrante), intellettuale e saggista, ha conseguito la laurea in Lettere moderne a Genova e in DAMS a Bologna. È una firma stimata della ricerca musicologica italiana: a lui si deve la prima biografia moderna di Camillo Sivori, l’unico e celeberrimo allievo diretto di Nicolò Paganini a cui Finale Ligure ha intitolato il proprio teatro civico. Menardi ha curato svariate edizioni critiche di spartiti paganiniani inediti da lui stesso riportati alla luce e salvati dall’oblio.

Lo spettacolo promette di non limitarsi a “spiegare” la musica in modo accademico, ma punta a circondare, evocare e far vivere ogni singola nota in una catarsi collettiva. L’appuntamento alla Sala Convegni rappresenta un invito formale a rallentare, ad ascoltare e a riscoprire la bellezza sacra del nostro pianeta attraverso la lente interpretativa dell’arte.

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