Canto Settembrino 4°
L’ansia di giustizia mi toglie il sonno,
l’ansia di libertà e di purezza
nel quotidiano contatto:
un’ansia dentro germogliata
sulla terra del tuo travaglio.
Quando cammino per la strada
mi trema il cuore:
attento, ci sono gli uomini.
Oh quei volti di pietra
levigati di tanta degnazione,
quegli occhi obliqui,
quel commercio di sorrisi,
quelle battute a lungo ruminate
per il veleno di vipere.
Quando vedo un uomo
mi trema il cuore:
ecco, il delitto.
E io sono un uomo
e ho bisogno dell’uomo,
di tutti gli uomini
che abbiano piacere di me,
che mi migliorino.
E il desiderio mi riporta a te, Padre,
che per l’uomo t’immolavi:
le tue parole dolci,
le tue parole dure
depuravano l’anima,
perché sbocciasse
il fiore dell’accordo.
Leggenda
Settembre 1971 per il terzo anniversario della morte. I pellegrini che affollano il Piazzale di Santa Maria delle Grazie sono presi da un insolito fervore di fratellanza, di stare assie-me, da un’apertura psicologica che si può riscontrare in alta montagna tra escursionisti, trovatisi assieme per la prima volta. La franchezza del parlare presuppone chissà quale antica conoscenza e frequentazione. Poi man mano si scende tutto sfuma e si torna nella pianura a fare gli scarafaggi completamente assorbiti dal costruire e spingere la loro pallina di ster-co. L’uomo vede nell’altro un’occasione di lucro o, peggio, un bersaglio per esercitare violenza e frodolenza. E per l’uomo, per l’altro, Padre Pio si è immolato.
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