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26 Jul

Cinquant’anni di Grazia: La Preghiera di Fra Pio Capuano per il Suo Giubileo Sacerdotale

A San Giovanni Rotondo, terra segnata dalla presenza spirituale di San Pio da Pietrelcina e da testimoni di profonda fede, si celebra un traguardo di straordinaria bellezza e dedizione: il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di Fra Pio Capuano.

Mezzo secolo vissuto sull’esempio di San Francesco, tra la gente e per la gente, dispensando ascolto, speranza e quel sorriso accogliente che ha reso il suo ministero un punto di riferimento per tanti fedeli. In occasione di questo importante giubileo, il frate cappuccino ha affidato ai fedeli e alla preghiera una toccante e profonda invocazione di ringraziamento, che racchiude il senso più autentico del suo lungo cammino.

«Grazie, o Signore, dei beni che mi hai concesso “gratuitamente”, in questi cinquanta anni di sacerdozio!

Fa’ che tramite l’intercessione della Vergine Maria, del santo p. Pio, del servo di Dio fra’ Daniele Natale e dell’angelo custode, io continui a essere la tua voce, la tua mano e il tuo cuore, per confortare coloro che soffrono, per benedire quelli che aprono gli occhi alla “Vita” e per assolvere chi ritorna dalle mille strade del peccato.

Infine, o Signore, che io possa vivere ogni attimo della mia esistenza terrena come un frammento d’ostia, per la maggior tua gloria e per il bene dei fratelli, perché ogni istante, vissuto fuori di questa visione, è un frammento profanato!

Grazie a te, o Signore, e a tutti quelli, che in vario modo, mi hanno sostenuto in questo cammino difficile ma affascinante.

Ah, dimenticavo, o Signore, chiedo perdono a te e a tutti loro!

Amen!»

Nelle parole accorate di Fra Pio Capuano emerge vivida la sintesi del suo sacerdozio.

Il primo sentimento è la gratitudine per il dono “gratuito” della vocazione. Nel rivolgersi al Signore, Fra Pio affida il prosieguo del suo ministero alla Vergine Maria e alle figure spirituali che hanno segnato profondamente la sua vita e la storia di San Giovanni Rotondo: San Pio da Pietrelcina, il Servo di Dio Fra Daniele Natale e l’Angelo Custode. A loro chiede di poter continuare a essere “voce, mano e cuore” di Cristo per consolare i sofferenti, accogliere la vita e portare il dono della misericordia e del perdono a chi cerca la via del ritorno.

Il passaggio centrale della preghiera regala un’immagine teologica e poetica di altissimo valore: l’auspicio di vivere ogni attimo come un frammento d’ostia. La vita del sacerdote viene concepita come un’offerta eucaristica continua, spezzata e donata per la gloria di Dio e il bene dei fratelli, in cui ogni istante sottratto a questa logica d’amore rischia di smarrire il suo significato più sacro.

Tipicamente francescano e intriso di calorosa umiltà è il finale della preghiera. Dopo aver ringraziato quanti lo hanno accompagnato in un cammino definito “difficile ma affascinante”, Fra Pio chiude con una nota di profonda verità umana e spirituale (“Ah, dimenticavo, o Signore, chiedo perdono a te e a tutti loro!”), ricordando a tutti che il vero sacerdote è innanzitutto un uomo che si riconosce bisognoso del perdono divino e dei fratelli.

I cinquant’anni di sacerdozio di Fra Pio Capuano non rappresentano soltanto un traguardo personale, ma una festa per l’intera comunità di San Giovanni Rotondo e per i tanti fedeli che in questi anni hanno trovato in lui una guida, un conforter e un amico.

A Fra Pio va l’augurio affettuoso di poter continuare a camminare con la stessa gioia, la stessa umiltà e lo stesso sorriso che hanno illuminato questi primi cinquant’anni al servizio del Signore.

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