00:00:00
24 Jun

San Giovanni Battista: Il profumo del grano, i vestiti nuovi e quel sapore di festa che non dobbiamo dimenticare

C’era un tempo in cui la festa patronale di San Giovanni Battista non era solo una data sul calendario, ma il traguardo più atteso di un anno intero di fatiche. Oggi i tempi sono cambiati, la vita corre veloce e tutto è diventato più comodo e tecnologico, ma basta chiudere gli occhi per un istante per sentire ancora quell’atmosfera magica che un tempo univa tutta la nostra comunità.

La fine della fatica e l’attesa dei “vestiti nuovi”

I più giovani forse faranno fatica a immaginarlo, ma per i nostri padri e i nostri nonni la festa coincideva con un momento sacro: la mietitura del grano. Erano giorni di caldo torrido, di polvere e di braccia stanche nei campi. Eppure, proprio dalla campagna, si guardava al paese con una gioia immensa.

Tornare in paese per San Giovanni significava finalmente posare gli attrezzi, lavarsi via di dosso la fatica e fare una cosa che oggi diamo per scontata, ma che allora era un vero e proprio rito: indossare i vestiti nuovi. Quell’abito buono, comprato con i sacrifici di mesi, che si sfoggiava con orgoglio solo nelle grandissime occasioni.

Quando la fede si portava a spalla

Il momento più intimo e commovente era la processione. Oggi tutto è cambiato: viviamo nell’era in cui tutto è moderno e motorizzato, e persino il Santo si sposta sui mezzi. Ma chi ha qualche capello bianco ricorda bene quando erano i pastori e gli agricoltori a caricarsi il peso di San Giovanni sulle spalle.

Le loro mani, callose e segnate dal lavoro della terra e del bestiame, sorreggevano la statua con una devozione immensa. Camminavano fieri, uniti dallo sforzo e dalle preghiere, portando il loro Santo protettore tra le strade del paese. C’era un profondo senso di rispetto in quel sacrificio fisico, un legame diretto tra la fatica della terra e la fede.

Il giro sul Corso e i sapori di una volta

La festa era comunità. Era il classico, immancabile giro sul Corso, dove ci si stringeva le mani, ci si guardava negli occhi e ci si sentiva parte di un’unica grande famiglia. E poi c’era il profumo del cibo: quel profumo di piatti prelibati, cucinati con amore dalle mamme e dalle nonne, che riempiva i vicoli del paese e che sapeva di casa, di festa autentica, di condivisione.

Ritrovare lo spirito perduto

Oggi, purtroppo, un po’ di questo spirito si è perso lungo la strada. Tra i motori e la fretta, forse abbiamo smarrito quel senso di attesa, di comunità e di meraviglia che rendeva la festa patronale un momento unico.

A tutti i sangiovannesi, vicini e lontani, da parte di tutta la redazione di Sangiovannirotondofree, va l’augurio di una felice festa di San Giovanni Battista. Con l’auspicio che, guardando il nostro Santo passare, ognuno di noi possa ritrovare nel cuore la stessa devozione pura dei pastori e degli agricoltori di un tempo e lo spirito autentico della nostra storia.

Buona festa patronale a tutti!

Lascia un Commento

Da altre categorie