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04 Oct

ADDIO A MICHELE TURCO, L’ULTIMO PASTORE TRANSUMANTE DEL TRATTURO FOGGIA-CAMPOLATO.

Dí Leonardo Ricucci

Ci sono persone che non hanno bisogno di grandi parole per lasciare un segno. Basta la loro vita, fatta di sacrifici, di lavoro, di amore per la propria terra e di rispetto per le tradizioni.

Michele Turco era una di queste persone. Un pastore esemplare, un uomo autentico, profondamente legato al suo amato Gargano. Uno degli ultimi custodi di un mondo antico, di quei valori semplici e preziosi che oggi rischiamo di perdere per sempre.

Con il suo gregge percorreva gli antichi tratturi, mantenendo viva la tradizione della transumanza. Per lui non era soltanto un mestiere, ma un modo di vivere, un legame indissolubile con la natura, con gli animali e con la terra che tanto amava.

E come dimenticare la sua ricotta? Deliziosa, genuina, dal sapore inconfondibile. In quella ricotta c’erano il profumo dei pascoli del Gargano, la fatica delle sue mani e tutta la passione di un uomo che conosceva il valore delle cose fatte con amore.

Michele non produceva soltanto ricotta. Custodiva sapori, tramandava tradizioni e teneva viva l’anima più autentica della nostra terra.

E oggi, nel dolore, mi torna alla mente il nostro ultimo incontro. Ci siamo salutati venerdì mattina, verso mezzogiorno, all’inizio del Corso, andando verso Piazza Europa a San Giovanni Rotondo. Michele andava di fretta. È stato un saluto al volo, uno di quei saluti semplici a cui, in quel momento, non dai troppo peso perché pensi che ci sarà sicuramente un’altra occasione per fermarsi, parlare e stringersi la mano.

Mai avrei potuto immaginare che quello sarebbe stato il nostro ultimo saluto.

Oggi quel momento, così breve e normale, assume un significato completamente diverso. Mi resta impresso nella mente e nel cuore: lui che va di fretta, quel saluto veloce e poi ognuno per la propria strada. La vita, purtroppo, a volte non ci concede un secondo saluto.

Oggi il Gargano è un po’ più povero. I suoi tratturi perdono uno dei loro ultimi custodi e noi perdiamo una testimonianza preziosa della nostra identità.

Fa male pensare che uomini come Michele, capaci di dedicare un’intera vita alla propria terra, stiano diventando sempre più rari. Per questo abbiamo il dovere di ricordarli, di raccontare la loro storia e di non lasciare che il loro esempio venga dimenticato.

Caro Michele, da oggi quei tratturi saranno un po’ più silenziosi, ma su quella terra resteranno per sempre le tue impronte. E io conserverò anche il ricordo di quel nostro ultimo, velocissimo saluto di venerdì.

Alla sua famiglia giungano le più sentite e sincere condoglianze da tutta la redazione di sangiovannirotondofree, con un abbraccio carico di affetto e vicinanza in questo momento di immenso dolore.

Buon viaggio, Michele. Che la terra del tuo amato Gargano, che hai tanto amato e rispettato, ti sia lieve. 🖤🙏

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