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02 Jun

Il talento sangiovannese Michele Piano firma un nuovo capolavoro: esce “De Essentia” (2026), un viaggio nell’anima della musica

A 6 anni di distanza dal bellissimo “Nïnde” (pubblicato in piena pandemia e accolto con grande entusiasmo dal pubblico e dagli addetti ai lavori), torna con un nuovo album di inediti Michele Piano, uno degli artisti più originali e interessanti che possiamo vantare oggi in Puglia, e non solo.

Pianista di formazione classica e compositore, Michele Piano affianca le proprie radici accademiche ad una costante ricerca ed esplorazione dei linguaggi contemporanei, dall’ambient alla new classical, passando per la musica contemporanea fino all’elettronica e al post rock.  Nel corso degli anni ha partecipato a numerose masterclass con icone del panorama internazionale come Ellade Bandini, Michele Ascolese, Mauro Pagani, Ramberto Ciammarughi, Greg Burk, Ares Tavolazzi, Amedeo Tommasi, Massimo Colombo e Markus Stockhausen. È autore, inoltre, di colonne sonore per cortometraggi, documentari e spot pubblicitari, e le sue partiture sono state eseguite da orchestre e quartetti d’archi in diverse rassegne nazionali.

“De Essentia” è il nuovo affascinante album strumentale dell’artista di San Giovanni Rotondo (Gargano) in uscita il 29 maggio 2026.

A raccontarci della genesi del disco è lo stesso Michele Piano:

De Essentia significa accettare di essere piccoli. Prima ancora di essere musica, questo lavoro è un esercizio di umiltà di fronte all’ignoto: un viaggio che ripercorre la formazione dell’universo attraverso un processo titanico di cui l’uomo non è protagonista, ma spettatore attonito e inconsapevole. In questa prospettiva, l’esplorazione dello spazio si rivela come il preludio necessario al viaggio più complesso e introspettivo, quello che ci conduce a scoprire che l’ignoto misurabile non è fuori di noi, ma risiede nella nostra stessa coscienza. Ho scritto questi brani immaginando un viaggio che parta dalla singolarità iniziale dell’universo e giunga alla chiusura di un cerchio: l’Omega, il punto di ritorno dove la fine coincide con un nuovo inizio. L’uso di pad e riverberi ampi, tipico del genere ambient, si intreccia a un focus sul pianoforte, che vuole conferire un tocco di razionalità a ogni traccia; l’utilizzo ostinato di loop, invece, suggerisce una dimensione temporale dilatata e ciclica, in cui ogni piccolo cambiamento richiede il passaggio di infinite ere. L’essenza umana, invece, è quella che ho immaginato nella scrittura dei due brani per pianoforte solo: Magellanus, che descrive la nudità dell’uomo di fronte all’ignoto, e De Essentia, la rivelazione che la nostra fragilità non è un limite, ma il disegno per conquistare il traguardo primordiale dell’esistenza: la meraviglia assoluta, unica verità che possiamo davvero possedere. Come compositore, ho quindi inteso questo lavoro come un’esplorazione silenziosa, una ricerca del proprio essere che nasce dall’immaginazione e in essa trova la sua rotta. È un viaggio che attraversa l’ignoto per giungere all’istante in cui smettiamo di guardare fuori e comprendiamo che non siamo noi a essere immersi nel Tutto, ma è il Tutto a essere racchiuso dentro di noi. La fine, quindi, si fonde con l’inizio: un nuovo ciclo comincia nel momento esatto in cui l’Assoluto si riscopre identico a se stesso.

Scritto, mixato e masterizzato dallo stesso Michele Piano, tra suggestioni sonore, rumori d’ambiente e le calde sfumature tipiche del vinile, in un grande lavoro di autoproduzione e supervisione artistica a 360 gradi, l’album è disponibile in streaming e in digital download sulle principali piattaforme musicali, supportato dall’ufficio stampa di promozione e valorizzazione musicale Doppio Clic Promotions.

Appassionati di Nils Frahm, Brian Eno e Ólafur Arnalds, qui troverete pane per le vostre orecchie. Allacciate le cinture, e buon viaggio!

● Ascolta il nuovo album di Michele Piano su Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/4JMOUOjrdoToTYEogBesmn?si=s2pcvHtiRq6FvUKEk-ILCg

● Ascoltalo su You Tube: https://youtu.be/fgcgNeG6ZFA?si=eIjrhYCQsIMDb04I 

●  Segui l’artista su IG: https://www.instagram.com/michelepiano.pianistcomposer  

INFO

Titolo disco: “DE ESSENTIA” (secondo disco ufficiale)

Durata: 28:20 min

Formato di pubblicazione: digitale

BRANI INTERAMENTE SCRITTI DA MICHELE PIANO (Pianista e Compositore)

MIX E MASTERING (Michele Piano)

Generi musicali: AMBIENT, MUSICA CONTEMPORANEA, MINIMALISMO MUSICALE, NEW CLASSICAL.

Città di provenienza: San Giovanni Rotondo, Gargano, Puglia.

Contatti: michelepiano.pianistcomposer@gmail.com

Ufficio stampa: Doppio Clic Promotions

TRACKLIST:

01. SINGULARITAS

02. AURA

03. EVOLUTIO

04. ANDROMEDA

05. MAGELLANUS

06. HORIZON

07. OMEGA

08. DE ESSENTIA

BIOGRAFIA ARTISTA

Pianista di formazione classica e compositore, Michele Piano affianca le proprie radici accademiche ad una costante ricerca ed esplorazione dei linguaggi contemporanei.

Il suo percorso artistico si consolida presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico (FG), dove studia pianoforte con Carlo Forni, Michele Sampaolesi e Tatiana Pavlova, e composizione con Stefano Taglietti conseguendo il Diploma in pianoforte nel 2014 e la Laurea al biennio specialistico di secondo livello nel 2016, ottenendo il massimo dei voti e la lode.

Svolge una particolarmente intensa attività concertistica, che spazia dal pianoforte solo alle formazioni cameristiche fino all’ambito pop. Ha inoltre preso parte a numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, affermandosi costantemente nelle prime posizioni. Parallelamente agli studi classici, ha esplorato i linguaggi della musica pop, rock, blues e jazz, specializzandosi anche sull’utilizzo di sintetizzatori analogici, sintesi di una ricerca sonora continua. In questi ambiti ha partecipato a numerose masterclass con icone del panorama internazionale come Ellade Bandini, Michele Ascolese, Mauro Pagani, Ramberto Ciammarughi, Greg Burk, Ares Tavolazzi, Amedeo Tommasi, Massimo Colombo, Markus Stockhausen e altri.

Una parte rilevante della sua specializzazione tecnica è dedicata allo “Stride Piano”, studiato per anni con Marco Fumo, approfondendo la letteratura del pianoforte jazz dai primi Ragtime fino allo Swing degli anni ’40.

Appassionato di musica per immagini, nel 2013 vince come compositore le selezioni del concorso internazionale Social World Film Festival a Vico Equense (NA), ottenendo come riconoscimento una masterclass in composizione di musica da film. Il forte legame con il mondo della musica da film lo porta a collaborare con docenti delle università di Boston, Roma e Bruxelles nell’ambito di masterclass di storia del cinema, dove contribuisce attivamente al dibattito critico commentando e analizzando l’importanza cruciale della colonna sonora come elemento narrativo e psicologico fondamentale nel tessuto cinematografico. È autore, inoltre, di colonne sonore per cortometraggi, documentari e spot pubblicitari, e le sue partiture sono state eseguite da orchestre e quartetti d’archi in diverse rassegne nazionali.

Nel 2020 pubblica l’album Nïnde”, un lavoro solista basato su composizioni dalle sonorità ambient ed elettroniche che segna una sintesi tra gli studi accademici e la sperimentazione sonora attraverso l’uso del contrappunto con strumenti analogici. L’album è stato recensito ottimamente da importanti riviste musicali italiane, tra cui Rockit.it e OndaRock, che ne hanno sottolineato il valore artistico e la profondità compositiva.

Dal 2016 affianca all’attività artistica quella didattica, ricoprendo il ruolo di docente nelle scuole statali secondarie di primo grado e collaborando con diverse accademie musicali e scuole di musica private tra Milano e il Gargano.

“DE ESSENTIA” raccontato traccia per traccia da Michele Piano, per un ascolto ancora più immersivo

I. Singularitas – L’essenza primordiale
Prima del tempo, prima dello spazio. Tutto ciò che è, è stato e sarà, è compresso in un punto di densità infinita. Un motore incessante in reverse genera un conto alla rovescia verso l’inizio, un nucleo indivisibile dove le leggi della fisica ordinaria tacciono per lasciar parlare l’Assoluto.

II. Aura – L’essenza che si espande
L’urto violento del principio si placa in una sospensione millenaria. La materia smette di lottare con se stessa e si fa puro riverbero. In questo respiro calmo, l’universo approda a una quiete eterea, circolare, una distesa immateriale sospesa nell’immensità del vuoto.

III. Evolutio – L’essenza che genera ordine
Dal caos emerge la struttura. Il battito della vita inizia a pulsare attraverso un’orologeria ipnotica: un carillon ancestrale scandisce l’aggregazione della materia. La fredda fisica delle origini si converte, sfidando il silenzio delle stelle, in un processo organico, pulsante, consapevole.

IV. Andromeda – L’essenza in moto accelerato
Il cosmo profondo finge un deserto di quiete immobile. Ma la staticità è solo l’inganno della distanza: nel silenzio complice del vuoto, l’abbraccio invisibile della gravità attira già Andromeda verso di noi. Il silenzio presente non è che il respiro sospeso prima dell’impatto; una danza d’amore che fonderà due mondi stellari, estinguendo l’oscurità in una nuova, radiosa rinascita di luce.

V. Magellanus – L’essenza che osserva se stessa
L’esploratore resta solo. Di fronte alla danza frenetica delle masse, il solo pianoforte misura la vulnerabilità della coscienza. La solitudine del navigatore non è condanna, ma condizione esistenziale: mappare il cielo significa, infine, misurare la propria fragilità.

VI. Horizon – L’essenza al confine della logica
L’universo diviene ricerca pura, mosso da una pulsione sonora che agisce come gravità invisibile. In un’orbita imperturbabile attorno al vuoto, ogni riferimento umano svanisce. L’esploratore si dissolve nel cosmo, lasciando che la circolarità sonora prosegua la sua corsa eterna verso l’Unità.

VII. Omega – L’essenza che torna all’origine
La Singolarità Finale. La spinta centrifuga implode, riportando la materia a una densità nostalgica. Le memorie del cammino si fondono in Pura Essenza tra pad infiniti e armonie cicliche. Il suono infine collassa: la complessità si comprime in un seme, riconducendo il cosmo al suo silenzioso istante zero.

VIII. De Essentia – L’essenza dentro di sé
È l’istante in cui la fragilità umana non è più un limite, ma il traguardo ultimo dell’esistenza. L’uomo smette di guardare fuori e comprende la verità più profonda: non è lui a essere immerso nell’universo, ma l’universo a essere racchiuso dentro di lui. Svanita ogni distanza, la coscienza si riconosce nell’Assoluto: l’universo guarda se stesso attraverso i propri occhi.

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