Esistono gesti che oltrepassano il tempo, piccoli segni capaci di trasformarsi in testimonianze eterne di fede e amore. Tra questi vi è il racconto della “Rosa di Padre Pio”, l’ultimo omaggio che il frate del Gargano volle offrire alla Madonna di Pompei pochi giorni prima della sua morte, avvenuta il 23 settembre 1968.
Il giorno delle stimmate
È il 20 settembre 1968. A San Giovanni Rotondo si celebra il cinquantesimo anniversario della comparsa delle stimmate visibili sul corpo di Padre Pio. Le sue condizioni di salute sono ormai gravissime, ma il frate desidera ugualmente celebrare la Santa Messa davanti a una folla immensa di fedeli accorsi da ogni parte d’Italia.
Tra la gente, un devoto napoletano gli offre un grande fascio di rose rosse. Padre Pio osserva quei fiori con tenerezza, poi ne prende una soltanto. Con voce flebile ma decisa affida al fedele una richiesta semplice e profondissima:
“Porta questa rosa alla Madonna di Pompei.”
Non era un gesto casuale. Era l’ultimo saluto di un figlio alla sua Madre celeste.
Il viaggio verso Pompei
L’uomo partì immediatamente verso il Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei. Giunto davanti all’altare maggiore, raccontò alle suore che quella rosa proveniva direttamente da Padre Pio e chiese che fosse deposta ai piedi della Vergine.
La religiosa accolse il dono con commozione e inserì il fiore tra gli altri bouquet che adornavano il quadro della Madonna.
Nulla lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto poche ore dopo.
Il prodigio del 23 settembre
Nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968, alle 2:30 del mattino, Padre Pio concluse serenamente la sua vita terrena a San Giovanni Rotondo.
Quello stesso giorno, a Pompei, durante il consueto cambio dei fiori sull’altare, una suora notò un particolare inspiegabile: tutti i fiori erano ormai appassiti, tranne uno.
La rosa inviata da Padre Pio appariva ancora fresca e profumata. Ma vi era di più: il fiore, consegnato completamente aperto, si era richiuso in un bocciolo perfetto, quasi tornato all’inizio della sua fioritura.
Per molti fu un segno straordinario.
Il significato spirituale
Fra Tarcisio da Cervinara, tra i più noti biografi del Santo, interpretò quel fatto come un simbolo profondamente spirituale.
La rosa rimasta viva rappresentava la santità che non conosce corruzione. Il bocciolo richiuso evocava invece l’anima di Padre Pio che, terminato il cammino terreno, rifioriva nell’eternità tra le mani della Vergine.
Un’immagine delicata e potente: l’ultimo respiro del frate trasformato in un fiore offerto al cielo.
Un legame lungo una vita
L’episodio della rosa non fu un fatto isolato, ma il compimento di una devozione durata tutta la vita. Padre Pio nutriva infatti un amore profondissimo per la Madonna di Pompei e per il Rosario.
Visitò il Santuario più volte nel corso della sua vita e recitava ogni giorno la Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, raccomandandola continuamente ai suoi figli spirituali.
Per lui, la Vergine era la “Mammina”, mediatrice di ogni grazia e presenza costante nel suo cammino umano e spirituale.
La rosa oggi
Quel piccolo bocciolo è oggi custodito come reliquia nel Santuario di Pompei, all’interno di un prezioso reliquiario. Migliaia di pellegrini continuano a sostare davanti a quel fiore ormai essiccato, vedendovi non soltanto un oggetto conservato nel tempo, ma il segno silenzioso di un dialogo d’amore mai interrotto tra Padre Pio e la Madonna.
Perché alcune rose, quando nascono dalla fede, non smettono mai davvero di profumare.
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