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16 Apr

Padre Pio, ecco perché al santo si chiusero le stimmate

19 Dicembre 2019
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NEL LIBRO DI STEFANO CAMPANELLA INDAGA SUI TRE MISTERI CHE SEGNARONO GLI ULTIMI ISTANTI DELLA SUA VITA E NE SPIEGA IL SIGNIFICATO ALLA LUCE DELLA FEDE

Intellettuali e storici non disdegnano di misurarsi ancora oggi con il mistero di Padre Pio, morto cinquant’anni fa e protagonista di una devozione planetaria che ha finito per affascinare e contagiare vip e gente comune. Il 17 marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo arriva papa Francesco, quasi a ripercorrere la geografia spirituale di uno dei santi più amati della cristianità. Pietrelcina è il luogo dove ai primi di settembre del 1918, cent’anni fa, il frate ricevette le stimmate. San Giovanni Rotondo, sul Gargano, quello in cui cinquant’anni fa, il 23 settembre 1968, Padre Pio morì e le stimmate, misteriosamente, scomparvero. È, questo, uno dei tre misteri della morte del Cappuccino su cui, con rigore storico, indaga Stefano Campanella nel libro I tre misteri della morte di Padre Pio

L’autore è scrittore e giornalista, attualmente dirige Padre Pio Tv ed è responsabile dell’ufcio stampa della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio dei Frati minori cappuccini. «Padre Pio», dice l’autore, «ci rassicura sulla nostra morte, ne sgretola l’immagine buia ed è di grande conforto per molti credenti perché afferma più volte, in varie circostanze, la sua certezza, acquisita attraverso una conoscenza mistica, nella bellezza della vita che ci aspetta dopo quella terrena».

Quali sono tre i misteri della morte del Santo?

«Il primo è la constatazione, attraverso varie testimonianze di persone autorevoli e credibili, del fatto che Padre Pio conoscesse con anticipo il momento in cui sarebbe morto. Il se condo mistero riguarda la concessione a una sua glia spirituale, la marchesa Giovanna Rizzani Boschi, legata a lui da una storia lunga e singolare, di poter essere presente, sia pure non fisicamente, accanto a lui nel momento della morte avvenuta in un posto dove le donne non avevano accesso perché era luogo di clausura. La nobildonna fu ordinata terziaria francescana da san Pio che le impose il nome di suor Iacopa e le disse che avrebbe assistito al momento della sua morte. Il nome di Iacopa non fu scelto a caso ma in omaggio alla nobile matrona romana Iacopa de’ Settesoli, che ebbe il privile gio di assistere alla morte di san Francesco d’Assisi. Il terzo è la scomparsa delle stimmate accompagnata da un segno eccezionale».

Quale?

«Oltre alle stimmate dal corpo di san Pio sparirono tutte le cicatrici. Gli scienziati definiscono questo un assurdo fisiopatologico perché ogni ferita, qualunque sia la sua origine, nel momento stesso in cui si forma comincia un processo di riparazione attraverso la formazione di questo tessuto particolare cicatrizzante. La scomparsa delle stimmate è un fenomeno che è stato constatato da testimoni autorevoli e credibili ed è stato anche fotografato».

Qual è il filo rosso che unisce i tre misteri?

«Anche questi, come tutti gli altri carismi che ha avuto Padre Pio, in re altà sono state delle credenziali che il Signore gli ha voluto concedere per dare validità e sostegno a quel messaggio che lui avrebbe dovuto diffondere nel ministero sacerdotale. Questi carismi, riproposti al momento della morte, dovevano essere un segno ulteriore per aumentare la devozione nei suoi confronti e attrarre tante persone sul luogo della sua sepoltura, che poi, come avveniva quando lui era in vita, non tornano mai indietro senza una rinascita spirituale o una vera e propria conversione. Ieri attraverso Padre Pio instancabile confessore, oggi attraverso i suoi confratelli che ne hanno raccolto l’eredità e ne diffon dono il carisma. Non a caso, Padre Pio ripeteva sempre: “nessuno sale invano questa montagna”».

Dal libro emerge anche il modo particolare con cui il santo affrontò la sua morte.

«Fu un atteggiamento ambivalente: da un lato, Padre Pio desiderava morire perché la morte consentiva il ricongiungimento definitivo con il Signore, dall’altra non voleva morire perché era consapevole che restando in vita avrebbe potuto fare tanto bene alle anime non solo in confessionale ma offrendo le sue sofferenze per la conversione dei peccatori. In lui si agitavano due desideri contrastanti: quello di morire per amore di Cristo e quello di vivere per amore dei “fratelli d’esilio”, come li definiva lui».

Le stimmate furono il grande “simbolo” del misticismo di Padre Pio che attraevano molti fedeli. Perché scomparvero proprio nel momento della morte e per di più sparirono anche le cicatrici come se quei segni di dolore non ci fossero mai stati…

«Il fenomeno della scomparsa è strano ed è stato constatato da quattro frati e dal dottor Giuseppe Sala, medico curante di Padre Pio e sindaco di San Giovanni Rotondo. Tutti restarono molto turbati perché quell’accadimento poteva far pensare al fatto che le stimmate non fossero mai comparse. Proprio per questo nel libro ho riportato stralci delle relazioni dei tre medici che hanno visitato Padre Pio e testimonianze dei confratelli che le hanno viste aperte, da cui emerge chiaramente che l’esistenza delle stimmate era un fatto acclarato anche scientificamente quando Padre Pio era in vita».

Lei che spiegazione si è dato?

«Le stimmate comparvero per la prima volta subito dopo l’ordinazione sacerdotale, tra la ne di agosto e l’inizio di settembre del 1910, in risposta a un’offerta sacrificale che Padre Pio fece al Signore per la conversione dei peccatori e la liberazione delle anime del Purgatorio. Subito dopo la prima comparsa, Padre Pio restò esterrefatto e chiese a Dio che scomparissero e gli restasse solo il dolore. Fu accontentato ma non per molto tempo, perché il 20 settembre 1918 ricomparvero a Pietrelcina e restarono aperte no alla morte. La coincidenza temporale delle stimmate con la durata del sacerdozio di Padre Pio ci fa capire che quei segni misteriosi erano nalizzati al ministero sacerdotale».

In che senso?

«Perché attraverso le stimmate i fedeli si avvicinavano a Padre Pio, magari all’inizio solo per curiosità. Da questo contatto nasceva un percorso, molti si confessavano o si facevano seguire spiritualmente da lui. Nel mo mento in cui con la morte terminava il suo ministero, ecco che queste credenziali o segni d’attrazione diventano inutili perché hanno sostanzialmente esaurito la loro missione. Questa è la lettura che offro nel libro sostenuta autorevolmente da numerosi e illustri studiosi della vita del santo». 

Antonio Sanfrancesco, Famiglia Cristiana

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