00:00:00
15 Jun

Migrazioni sanitarie: al Sud spicca per attrattiva e importanza la Casa Sollievo della Sofferenza

redazione
11 Febbraio 2019
1348 Views

L’11 febbraio si ricorda la Giornata Mondiale del Malato. Ma chi nasce al Sud non ha gli stessi diritti: 750mila italiani ogni anno si spostano alla ricerca di cure migliori. E si sobbarcano le spese per soggiornare in altre città. Stiamo parlando della migrazione sanitaria, un fenomeno dai numeri enormi in Italia, destinati purtroppo a crescere.

La migrazione sanitaria riguarda 750mila persone, accompagnate da 640 mila familiari: un coniuge, un fratello, un amico, un genitore. Sono i dati dell’ultimo rapporto redatto dal Censis (“Migrare per curarsi”, realizzato per conto di CasAmica onlus): circa un milione e mezzo di persone che si spostano per curarsi, alla ricerca di qualità o per motivi logistici, data la complessità geografica del nostro territorio.

Più del 30 per cento degli spostamenti avvengono dal Sud verso il Nord: 258mila persone lasciano la Campania (56 mila partenze annue), la Sicilia (43mila), la Calabria e la Puglia (40mila). Ma si emigra anche dalle regioni più piccole verso quelle più grandi del Centronord, alla ricerca dei poli ospedalieri più attrezzati e specializzati. Milano è una delle «capitali» dei viaggi sanitari, insieme a Roma, Genova, Bologna, Firenze. È in queste città che si trovano i dodici ospedali – fra cui Istituto Nazionale dei Tumori, San Raffaele di Milano, Gaslini di Genova, Policlinico Gemelli e Umberto I di Roma, Spedali Riuniti di Siena e Rizzoli di Bologna – che oggi attraggono il 25 per cento dei pazienti italiani in viaggio. Al Sud l’unica struttura ad avere una forte capacità attrattiva è l’ospedale di San Giovanni Rotondo, in Puglia, che con le sue specializzazioni riesce a intercettare pazienti da Molise e Basilicata.

Qui si può trovare il rapporto “migrare per curarsi” in integrale.

 

Seguici sui nostri social

Da altre categorie