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26 Apr

Il ricordo di Maria Tosto a 37 anni dall’omicidio

Ricorre oggi il 37mo anniversario dall’omicidio della piccola Maria Tosto. Una bambina di appena tre anni, con la famiglia da poco rientrata a San Giovanni Rotondo dalla Germania, terra di emigrazione, ancora oggi ricca di famiglie sangiovannesi.

Nel gennaio 1982, la piccola, che tutti ricordano allegra e chiacchierona, scompare. La città si mobilita, anche attraverso i mezzi di comunicazione dell’epoca. Nel tardo pomeriggio del 10 gennaio il corpicino della piccola viene ritrovato. Non ci sono tracce di violenza, la morte è avvenuta per strangolamento con un filo di ferro. A commettere il barbaro omicidio due ragazzi, igli di modeste famiglie di braccianti, senza precedenti penali, uno dei quali vicino di casa della famiglia Tosto. Verranno accusati di omicidio volontario, sequestro di persona e tentativo di occultamento di cadavere.

Le ipotesi degli inquirenti si indirizzano sin da subito verso un sequestro a scopo estorsivo, in quanto si racconta che la famiglia di Maria, che viveva in modeste condizioni economiche, avesse avuto un podere in eredità. Una situazione che ai due rapitori sarebbe sfuggita di mano, tanto da commettere questo efferato delitto, ancora oggi ricordato con dolore e commozione.

Per commemorare Maria, nel 37mo anniversario della sua scomparsa, riproponiamo la lirica dedicatale dal compianto Giovanni Scarale.

 

Per Maria Tosto

Nella mia terra si uccidono i bimbi

si strozzano col filo di ferro

come gli uccelli al ramo.

Nella mia terra si coprono i bimbi

di pietre e foglie

perché non ci sono fiumi

per farli cullare lontano.

E’ stato dopo l’eclissi di luna

ed era un sereno senza stelle

che l’inverno ha reciso il suo fiore.

Nella mia terra i bimbi non hanno

sguardi al sorriso, spazio

al correre leggero di farfalle.

Voi, madri, chiudete le porte,

riprendetevi il frutto dentro il seno.

Non è tempo d’esistere. L’amore

si è disgregato sotto una maceria.

E per te, piccola Maria,

vado alle Coppe ad ascoltare il pianto

che si è sparso col sangue.

Mi guida l’Angioletto che ha raccolto

il corpicino teso

all’abbraccio della vita.

Giovanni Scarale (12-01-1982)

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