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15 Nov

12 settembre 2009: il nubifragio che sconvolse San Giovanni Rotondo

redazione
12 settembre 2018
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Pubblichiamo lo studio interessante sull’alluvione del 12 settembre 2009 di Sante Barbano, pubblicato sul sito meteosgr.it, al link http://sgr.meteogargano.org/nubifragio-12-settembre-2009/

Tra il settembre e l’ottobre del 2009 assistemmo ad una escalation del maltempo su molte regioni meridionali. Oltre ai danni materiali purtroppo ci furono anche delle vittime.
Anche il nostro territorio venne colpito da intensi fenomeni meteorologici.

Il 23 giugno 2009 venne colpito il settore nordorientale del Gargano già più volte interessato, negli ultimi anni, da ingenti quantità di pioggia.
Il 12 settembre 2009 il maltempo riguardò specialmente San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo. A causa delle zone colpite (in particolare quella artigianale/industriale e la zona Cappuccini di importanza internazionale), il fenomeno ebbe maggiore rilevanza mediatica.
Il cambiamento meteorologico aveva apportato temperature più fresche e instabilità atmosferica ma i temporali ebbero carattere essenzialmente locale. Tuttavia nella tarda serata dell’11 settembre si svilupparono alcuni temporali i quali colpirono alcune zone del Gargano (San Marco in Lamis, Borgo celano e lago Varano), poi la cella temporalesca si ingrossò e rimase semi-stazionaria apportando prolungate fasi di pioggia.
Analizzando i parametri temporaleschi si notano valori medio-alti, comunque non eccezionali da spiegare l’intensità e soprattutto la durata del temporale.

  • Il CAPE, che indica praticamente l’energia a disposizione del temporale, si presentava su valori medio-alti (1500-1000 J/KG) in rapido calo durante la mattinata del 12.
  • Era presente una forte umidità relativa a circa 3000 metri.
  • L’instabilità atmosferica era piuttosto pronunciata (-3/-4 °C Lift index).
  • Le velocità verticali non presentavano valori eccessivamente negativi.
  • Molto probabilmente si sviluppò una supercella temporalesca ma manca qualche dettaglio a causa delle scarsità di osservazioni (in particolare radar). Dal satellite era ben visibile il movimento antiorario che la cella assunse consentendo di rimanere in loco per circa 12 ore (era presente un minimo di geopotenziale di una goccia fredda)! Inizialmente si ebbe un leggero spostamento verso sudest/est poi l’occlusione avvenne verso nordovest, infatti gli ultimi fenomeni si spinsero fin sull’alto Tavoliere.

Analizzando le rilevazioni dei due pluviometri amatoriali (il mio e quello di un altro appassionato), l’intensità delle precipitazioni risultò piuttosto modesta con un massimo di poco oltre 30 mm in un’ora. Paradossalmente fu più intenso lo scroscio temporalesco di domenica 13 con quasi 50 mm in un’ora. Anche i 99 mm di San Marco in Lamis non sono assolutamente stupefacenti.
Difatti, a poche ore dal nubifragio, si ipotizzò un’alluvione lampo circoscritta nella zona Cappuccini dove i danni furono maggiori rispetto ad altre zone (verso est) di San Giovanni Rotondo. I danni spaventosi sul versante settentrionale di Montenero-Monte celano erano un altro indizio.
Dopo un po’ di anni finalmente la Struttura di Monitoraggio Meteoclimatico pugliese ha messo a disposizione i dati di quell’anno, e si rimane esterrefatti: vennero rilevati 229 millimetri! (Chiesi delucidazioni anche al responsabile perché non credetti)

Il fenomeno meteorologico del 12 settembre 2009, considerando le stazioni amatoriali ubicate in paese, rientrava nella normale fluttuazione di eventi climatici. Ma esaminando la stazione regionale in zona Cappuccini è sicuramente un evento storico rarissimo ma estremamente circoscritto nello spazio.

Il nubifragio del 2009 ha stabilito per San Giovanni Rotondo nuovi record per gli accumuli pluviometrici in un’ora (precedente 65 mm), 3 ore (precedente 78 mm), 6 ore (precedente 114 mm), 12 ore (precedente 126 mm), 24 ore (precedente 126 mm).
Nel Gargano sono presenti zone maggiormente soggette a precipitazioni intense grazie ai monti che ricevono correnti umide instabili (dal mare o dai laghi) scaricando, a volte, enormi quantità rispetto a San Giovanni Rotondo che può disporre di elementi simili solo nel caso in cui giungano perturbazioni da sudest ma tale eventualità è piuttosto rara e comunque non sufficiente affinché si verifichino diluvi.

Un’altra curiosità, il 21 giugno dello stesso anno (giorno della venuta di Benedetto XVI) si sfiorò il record di pioggia in 5 minuti che risale al 30 agosto 1996 con 16,4 mm: 12,2 mm.

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