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21 Jun

Quanto siamo razzisti?

di Alessandro Santarsiero

In queste ultime settimane sembra essere tornato prepotentemente di moda un certo razzismo.

Il delitto di Macerata ha messo ulteriormente in risalto un tema che stenta a scomparire dall’agenda mediatica nazionale e non solo.

Do assolutamente per scontato il fatto che chiunque compia un delitto sia assassino totalmente acclarato e meritevole della più aspra pena possibile, ma spesso dobbiamo ammettere che i confini della ragione lasciano il passo ad una serie di considerazioni del tutto errate e fuori luogo.

A Macerata quattro stranieri clandestini uccidono e sezionano una ragazza, li arrestano, e nel frattempo un fanatico decide di uscire in auto armato con l’intento di sparare a chiunque abbia un colore della pelle diverso dal suo, a rischio e pericolo di colpire bianchi, neri, bambini, anziani italiani e non.

Allora, qual è il problema reale?

Forse dovremmo semplicemente tornare a dare il nome giusto alle cose, fatti di cronaca nera compresi.

E’ evidente che il problema dell’immigrazione clandestina in Italia é ormai fortissimo, ma i media, e qualche rapido avvoltoio, hanno marciato anche su questo, forse dimenticando che i delinquenti sono mostri anche italiani, che riescono ad uccidere una ragazza che cerca una stanza, perché in fuga da se stessa prima ancora che dalla droga, come avvenuto a Milano con la vicenda del tranviere.

Non siamo mica fortemente razzisti pure noi, quando non diciamo nulla per strada a chi offende una persona dal fisico più abbondante (ciccione), o dal gusto sessuale diverso (finocchio) , o peggio ancora affetta da una diversa abilita fisica (spastico)?

Quanto é pulita la nostra coscienza quando, parlando con qualcuno, ci si preoccupa fintamente per gli anziani (i vecchi) o per i malati?

Anche queste forme di differenza marcata di uso quotidiano sono razzismo, e ne rappresentano la prima e più significativa fase.

Vorrei vedere indignazione forte e vera anche in questi casi, perché solo ridando il nome alle cose con la giusta dose di critica potremo far capire alle generazioni future come vivere serenamente, condannando un fatto atroce senza mischiare le carte e confondere i temi.

L’immigrazione irregolare di massa é un problema enorme, ma gli omicidi non hanno e non devono avere colore, religione o altra caratteristica di genere, perchè chi ammazza una ragazza in quel modo rimane un assassino, così come restano assassini i nostri connazionali che ogni giorno massacrano altri simili in generale.

Razzismo é un termine ampio, enormemente ampio di questi tempi, e dobbiamo evitare di farci inghiottire da questa parola nell’affrontare i fatti di tutti i giorni, viceversa rischieremo di rimanere chiusi in un ghetto mentale minuscolo per i tempi che viviamo.

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