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20 Mar

Trekking nella Valle dell’Inferno

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19 Giugno 2017
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Di Russo Giovanni Luca

Come secondo percorso proponiamo la “Valle dell’Inferno” sita nel comune di San Giovanni Rotondo (FG) (Fig.1).

Fig.1 – Inquadramento territoriale.

Un itinerario all’interno di una stupenda valle carsica che si sviluppa con direzione NNW-SSE e rappresenta uno dei più interessanti ambienti rupestri di tutto il Gargano.

Il percorso può essere effettuato sia da monte, da località “Castellera” che da valle. Qui proponiamo la seconda opzione.

Usciti dall’abitato di San Giovanni Rotondo, dirigendosi verso Manfredonia, dopo circa 11 Km lasciata la macchina lungo la SP58, tra il Km 5 e il Km 6, ci si incammina lungo una stradina brecciata che sale con lieve pendenza tra mandorleti e oliveti per circa 1 Km (Fig.2).

Fig. 2 – Traccia del percorso. P – Partenza, A – Arrivo, in arancione il primo tratto su sterrato, in rosso il sentiero, la deviazione sul versante est è il percorso che porta a grotta “Palummara”.

Arrivati all’imbocco della valle (Foto 1), si attraversa un cancello aperto posto sulla sinistra che consente l’accesso alla “valle dell’Inferno” (il suo nome deriverebbe dalle forme arroventate delle sue rocce e dalle elevate temperature che si raggiungono nel periodo estivo a causa della scarsa ventilazione).

Foto 1 – Imbocco della valle.

Incamminandosi al suo interno si possono osservare i maestosi costoni di roccia calcarea, che si ergono dalla fitta vegetazione arbustiva, scalfiti e lavorati dall’azione corrosiva delle acque meteoriche che agendo nel corso

Fig. 3 – Ubicazione grotte.

del lungo e lento tempo geologico hanno fatto emergere le suggestive sfumature di giallo-arancio che contrastano con il colore proprio della roccia.

Nel cuore della valle, numerose sono le grotte da visitare (grotta valle dell’inferno, grotta palummara, grotta della zingara, grotta del brigante, grotta d’interstrato, grotta longa, grotta fangosa, grotta della scalata, etc…) (Fig.3).

Inerpicandosi sulla parete est, si accede, da un imponente ingresso, alla grotta “Palummara”, caratterizzata al suo interno da suggestive forme carsiche, quali stalattiti, stalagmiti, scannellature, vaschette di corrosione e solchi. Volgendo poi lo sguardo verso sud si assiste all’incantevole paesaggio offerto dal fondovalle (Foto 2).

Foto 2 – in alto a sinistra “grotta Palummara” vista dal sentiero , in alto a destra l’ingresso della grotta, in basso a sinistra il panorama che si vede dalla grotta, in basso a destra una stalattite presente nella grotta.

Proseguendo lungo il sentiero, volgendo lo sguardo sulle pareti, si osserva un arco inciso nella roccia e le altre numerose grotte sparse sia sul versante ovest che sul versante est (Foto 3).

Foto 3 – A sinistra l’arco inciso nella roccia, a destra una delle numerose grotte visibili dal sentiero.

Mano a mano che si sale la valle si nota una progressiva rarefazione della copertura arborea e arbustiva che caratterizza la zona sottostante più fresca e incisa del sentiero. All’interno delle numerosissime cavità e fessure sono presenti diverse specie di uccelli, quali il passero solitario, il zigolo e il corvo imperiale.

Giunti alla sommità della valle, ci si trova di fronte all’imponente monumento-altare (Foto 4) eretto nel 1975 in occasione del quattrocentesimo anniversario della conversione di San Camillo de Lellis.

Foto 4 – Monumento – altare di San Camillo de Lellis.

Qui si può godere di un panorama unico che affaccia sul Golfo di Manfredonia a SE (Foto 5) e a Nord la cima maestosa di Monte Calvo nonché fare una sosta di meditazione e preghiera immergendosi nel silenzio e nella quiete offerta dall’incantevole paesaggio.

Foto 5 – Paesaggio che guarda verso SE, si intravede il golfo di Manfredonia.

Proprio in questo luogo il “2 Febbraio 1575”, il venticinquenne Camillo de Lellis tornando a Manfredonia da San Giovanni Rotondo ebbe la conversione (Foto 6), abbandonando per sempre la vita dissoluta e sconsiderata condotta fino a quel momento, decidendo di prendere i voti e di dedicare la sua vita all’assistenza dei più poveri e ammalati.

Foto 6 – Parole pronunciate da San Camillo de Lellis.

Quando andare:

Il periodo ideale per affrontare il percorso è fine inverno – inizio primavera (Febbraio – Marzo), sia per le temperature e le condizioni di luce oltre che per l’assenza di insetti e animali a sangue caldo.

Equipaggiamento: Scarpe da trekking, scorta d’acqua, cappello, abbigliamento a strati idoneo alla stagione in corso, giacca a vento o impermeabile in caso di pioggia, macchina fotografica e binocolo.

Curiosità del percorso:

Fig. 4 – Profilo altimetrico del percorso.

  • Distanza: 4.7 Km (Andata)
  • Quota di partenza: 180 m s.l.m.
  • Quota di Arrivo: 571 m s.l.m.
  • Dislivello: 391m
  • Pendenza media: 10.2 %
  • Pendenza max: 60 %
  • Tempo di Percorrenza: 4 h (Andata e Ritorno)
  • Tipo di Percorso: Turistico

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